Teoricamente questo post sarebbe dovuto uscire lunedì 24 marzo, ma lo spunto è stato irresistibile.
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Vi presento Ilker Yoldas, una graphic designer di Ankara, Turchia. Il suo The Thinking Blog, con oltre 2.000 accessi al giorno è uno dei grossi successi del web, eppure da noi è praticamente sconosciuta.
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The Thinking Blog non si occupa solo di grafica e di design, ma spesso anche di marketing, di web, di psicologia e di sociologia. Io lo seguo regolarmente.
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Il post che voglio citare appartiene appunto a questo ultimo filone ed entra di prepotenza in quelli trattati nella mia rubrica su POST, IL BRUTTO ANATROCCOLO.
RELAZIONI SOCIALI COME MODELLO DI BUSINESS
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Il riferimento ai “sei gradi di separazione“, per i quali se una persona è ad un grado da ogni persona che conosce, e a due da quelle conosciute dai propri conoscenti, allora è al massimo a sei gradi da ogni persona esistente, è implicito.
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Se diamo per scontata la veridicità di questo assunto, dice Ilker, le implicazioni nei rapporti di lavoro sono scontate. Combiniamo questo concetto con uno schema piramidale nel quale ciascun individuo è al vertice della propria piramide e ha una propria reta di 6 livelli.
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Ma contrariamente agli schemi piramidali soliti, che che non forniscono prodotti o servizi, qui gli individui vendono i propri beni, il proprio intervento o le loro competenze.
Per semplificare, Ilker definisce la sua “grande idea” esamodello.
Dunque, come funziona l’esamodello?
Prendiamo me, ad esempio. Sono un copywriter freelance e consulente pubblicitario, e secondo i sei gradi di separazione, sono connesso con chiunque al mondo. Non tutti hanno bisogno dei miei servizi, ma nella mia piramide ci saranno sicuramente dei clienti potenziali.
Mettiamo che io offra una provvigione a chiunque mi presenti qualcuno che mi commissioni un lavoro, ci sarà davvero in ballo un sacco du lavoro per me, un sacco di soldi da dividere e un sacco di nuovi amici?
Ovviamente, si tratta di una idea da sviluppare, ma Ilker è convinta che se possa trarre un modello di business funzionale. Ammette anche di non avere studiato a fondo la cosa, e che l’esamodello è necessariamente semplicistico, quindi non sorprendetevene. Su Wikipedia sono citati diversi studi sull’argomento, in particolare quello di Albert-László Barabási, “Linked: How Everything is Connected to Everything Else and What It Means for Business, Science, and Everyday Life“.
E secondo voi?





















