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AAA creatives
AAA Alex Badalic
Comunicazione Non Convenzionale
Unconventional Communications
Considerazioni a ruota (quasi) libera di un copywriter e strategic planner un po' SEO su marketing, pubblicità, social media, SEM/SEO, Web, creatività e pensiero laterale

 

Saturday, June 28, 2008

SCOOP DA COPYWRITER O C**O?

 

Stamattina con un amico si parlava di video sui telefonini. Mi sono chiesto quale tipo di contenuti sarebbe più facilmente vendibile.

Questi, IMHO, i parametri:

• Target: 15-25 anni
• Durata: 3-5′
• Costo: Non superiore a quello di una normale SIM prepagata

La conclusione:.

• Genere: Musica
• Potenziali operatori: MTV, QOOB, VH1 (non presente in Italia), ALL MUSIC

E… Bingo! The winner is…..

MTVMOBILE

MTVMOBILE

…E mamma TIM si aggiudica il vettore!

 


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Wednesday, June 25, 2008

A Copywriter’s Blues, Blues #18

Boss of the Blues: Big Joe Turner

Since the 1920s until his death in 1985, Big Joe Turner has been one of the most renown Blues, Boogie Woogie, Big Band, Jump Blues and Rhythm and Blues singers.

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Thursday, June 19, 2008

DIECI DOMANDE A… DANIELE BUZZURRO

 

Alcuni giorni fa, mentre analizzavo le statistiche del mio blog, sono stato colpito da un visitatore proveniente da un link che non conoscevo. Curioso come sono, sono corso a vedere il sito ed ho scoperto…

IDEE Flessibili Precarie

IDEE Flessibili Precarie

A parte la gratificazione di un link a sopresa, mi hanno lasciato perplesso la distinzione tra le tre categorie e la mia collocazione in quella centrale. Ho scritto dicendo che dissentivo e chiesto chiarimenti.

La riposta è arrivata rapidissima. Il mio interlocutore ha difeso la loro scelta.

Quasi contemporaneamente ho ricevuto un contatto su LinkedIn. Daniele Buzzurro, boss di DW – DreamyourMind S.r.l., l’agenzia che ha realizzato IDEE Flessibili Precarie. e lo scambio di mail riguardo alla mia classificazione mi ha suggerito l’idea di una intervista.

Signore e signori, cari amici e lettori, ecco a voi Daniele Buzzurro:

1: Descrivi te stesso, la tua storia professionale e il tuo rapporto con Internet.

Sono Daniele Buzzurro, un giovane imprenditore di Roma, impegnato nel settore della grafica e del lobbying.

La mia storia professionale è quella di molti giovani miei coetanei: sono laureato in Scienze della Comunicazione ed in Economia della Comunicazione. Dopo diverse esperienze tra ministeri, aziende di comunicazione e affini ho creato una mia azienda nel 2000, DreamyourMind Srl.

Il mio rapporto con internet è sempre stato ottimo, la Rete mi è sempre piaciuta, tanto da dedicarle la mia tesi di laurea 10 anni fa.

2. Parlaci di DW – DreamyourMind, della vostra filosofia e del vostro metodo di lavoro. Perché avete fatto determinate scelte aziendali e che clienti vi hanno portato.

DreamyourMind Srl è una società con un completo focus nei settori della grafica a 360° e del lobbying industriale e istituzionale.

La nostra filosofia lavorativa è basata su un forte impatto dell’azione di pubbliche relazioni a tutti i livelli. Il grande vantaggio di questo, in particolare nel settore delle PMI, è quello di stabilire un rapporto personale con i decision maker dei settori prescelti.

Tramite quindi la forza delle relazioni umane e dei rapporti interpersonali sarà possibile colmare qualsiasi tipo di gap temporale, ad eccezione di ipotetici gap tecnici, questi purtroppo non superabili.

I clienti portati a DreamyourMind tramite questo tipo di azione sono stati diversi e stratificati, il portfolio del sito internet è sufficientemente esaustivo in questo senso per chiunque fosse interessato ad approfondire.

3. Che rapporto avete con i vostri clienti, qual è il vostro approccio?

Il rapporto con i nostri clienti è sempre di tipo molto stretto. Spesso i clienti stessi diventano dei partner per le nostre iniziative lavorative, e non è sbagliato ritenere diversi di loro degli amici, proprio per il tipo di rapporto che con essi si instaura.

L’approccio è generalmente molto friendly e easy, tralasciando tutto ciò che potrebbe essere identificato come formalismo o sovrastruttura.

4. Cosa significa per un giovane lavorare in DW? Cosa gli offrite e cosa chiedete?

Per un giovane laureato, venire in DW significa soprattutto imparare a lavorare in modo nuovo e poco routinario. Si entra a far parte di un circuito che non comprende solo DW, ma tutto un comparto di soggetti presso i quali sarà poi facile, se si è dotati di un grado di competenza sufficiente, collocarsi a seconda delle proprie caratteristiche.

Si richiede alla persona che si avvicina a DreamyourMind di essere disponibile ad apprendere un qualcosa che parta dalle basi di cui è già dotato.

5. Come reagiscono i vostri clienti al vostro modus operandi?

I nostri clienti reagiscono generalmente in modo positivo al nostro modus operandi.

6. Perché e nato IDEE flessibili precarie, quali sono i criteri di scelta, e cosa significa fare parte delle tre categorie?

Non si deve fare un classico errore che potrebbe essere facile compiere da una lettura superficiale.

IDEE flessibili e precari non è Daniele Buzzurro, come IDEE flessibili e precarie non è DreamyourMind. Semmai, Daniele è una delle menti di IDEE Flessibili e Precarie, e DreamyourMind ne è solo il partner tecnico.

IDEE flessibili e precarie è nato un po per caso. Obiettivo primario è stato quello di listare i vari blog e aspiranti siti internet i quali trattano del mondo del lavoro flessibile e precario. La finestra si è però poi allargata a ed è passata anche su altri settori, come accade oggi. Il focus è quindi sul concetto di Mente Flessibile, e Mente Precaria, non necessariamente abbinate al mondo del lavoro.

Obiettivo secondario, in via di start ad oggi, è quello di esaminare i principali di questi, in modo da renderne più facile la lettura e la comprensione per tutti degli stessi e di conseguenza dei rispettivi autori.

I criteri di scelta sono quelli indicati nell‘homepage del sito, e nessun’altro oltre quelli. Far parte di una qualsiasi delle 3 categorie significa aver ricevuto una fotografia delle proprie idee per come queste vengono espresse, e averle definite come Flessibili, Precarie oppure Flessibili e Precari.

7. Da quando è online, che risultati vi ha dato?

Il primo obiettivo di IDEE flessibili e precarie – come indicato precedentemente – è stato raggiunto, e viene continuamente nutrito con nuovi aggiornamenti. Stiamo tutti attualmente lavorando sul secondo step – come anche qui già indicato precedentemente.

8. Cosa vorresti diventare “da grande”?

Da “grande” vorrei essere me stesso.

9. Che futuro prevedi per il nostro lavoro, e che ruolo vorresti avere in questo futuro?

Per il nostro lavoro prevedo un ulteriore passo avanti del livello di selezione, a tutto beneficio di chi ha davvero competenze reali.

In questo futuro prossimo venturo, vorrei continuare a svolgere quello che faccio, in maniera sempre migliore e più approfondita.

Ecco qua. Secondo voi, Daniele Buzzurro è una mente flessibile, una mente precaria o una mente flessibile e precaria? :)

 


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Monday, June 16, 2008

MAURIZIO GOETZ RISPONDE ALL’ADCI

 

Ieri il video “i guerrieri dell”adci“, che Maurizio Goetz non ha trovato appropriato,

al quale risponde con questo, che ha intitolato “Adci: Repeat after me“.

Per citare le sue parole su MARKETING USABILE:

Cari pubblicitari, ho visto il vostro nuovo video manifesto dell’Adci.

Visto che proprio non riuscite a liberarvi dall’ossessione dei premi, ho provato a produrre anche io un video, pur non essendo un creativo. Ci ho lavorato circa 12 minuti, editing compreso, così giusto per avviare una conversazione, sperando che possa essere produttiva.”

E io aggiungo:

La pubblicità non deve vincere
premi, deve essere EFFICACE!

 


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Friday, June 13, 2008

PECCATO, NON È VIRALE

 

La ballata delle Formiche

Cosa faranno con quel cellulare?

Direttamente dall’amico Esperto Seo, Emanuele Tolomei. il video sull’SMS Ticketing di NetGenetic

.

 


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Thursday, June 12, 2008

EDITORI ONLINE: DAVIDE VASTA

 

Grafici al bivio

Grafici al bivio

Oggi pomeriggio ho ricevuto questo messaggio:

Ciao,

il mio nome è Davide Vasta, mi occupo di editoria specialistica nel campo del graphic & web design.

Ho dato un’occhiata al tuo blog, e credo possa esserti utile questa informazione: a gennaio 2008 ho scritto uno dei miei ultimi libri dal titolo “Grafici al bivio“, dedicato a tutti i grafici (ma non solo) che vogliono, o devono, passare dallo “storico” programma Macromedia FreeHand al nuovo Adobe Illustrator CS3.

Questo è il sito dedicato: Passare da FreeHand a Illustrator CS3 | Libro Grafici al bivio | di Davide Vasta, dove peraltro è presente una videopresentazione dell’opera.

Qualora lo ritenessi interessante, potresti dare un pò di visibilità alla notizia pubblicando un piccolo post sul tuo blog…?

Grazie in anticipo… :-)

Davide Vasta
contact[at]davidevasta.biz

N.d.R.: credo nell’editoria online :)

 


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Wednesday, June 11, 2008

LE DIECI TESI DI CAVALIERI RETAILING

 

Dario Ujetto di CAVALIERI Retailing, mio contatto prima su Neurona e ora su XING, mi ha invitato a commentare “Le Dieci tesi sul Retail” che CAVALIERI ha pubblicato recentemente.

 

CAVALIERI Retailing

Queste Dieci Tesi non rappresentano nulla di nuovo di per sé, ma sono una summa molto ben espressa di quanto da tempo circola in rete sull’azienda consumer oriented. E CAVALIERI Retailing è una delle maggiori aziende italiane di consulenze per la vendita al dettaglio. Sono certo che, se accolte, le Dieci Tesi possono rappresentare un punto di svolta per la grande distribuzione organizzata italiana.

Ma perché possano essere tali devono essere realmente e completamente recepite da tutti, produttori, promoter, GDO e, soprattutto da noi, addetti ai lavori si, ma soprattutto consumatori.

Ma prima di addentrarci nel dettaglio, vi invito a consultare su Wikipedia la definizione (in inglese, la più completa) di Retailing.

Ecco a voi le Dieci Tesi, ed ecco i miei commenti, devo comunque precisare che nelle risposte faccio riferimento alla mia percezione della situazione attuale, non alla teoria, che è ottima.

 

 

Le Dieci tesi sul Retail

 

Customer Care

Net reputation customer care: le aziende retail hanno una grande opportunità davanti a loro: la rete.

Per monitorare la propria immagine e la propria reputazione non bastano più le indagini cliente e i servizi post-vendita.

E’ necessario dedicare tempo per leggere cosa dicono i clienti attraverso i blog, i social network e i siti di informazione.

 

Concordo solo parzialmente. La rete, i blog e i power user sono ancora un pubblico troppo limitato (almeno in Italia) per avere un peso reale, a meno di non considerarli i “pionieri” di un trend di sviluppo ancora troppo lento. Inoltre, come ho purtroppo evidenziato nei miei ultimi post, sono ancora troppo poche le aziende che nel loro CRM prevedono un customer care con mentalità preemptive problem solving.

 

Sono fortemente convinto che solo il mercato possa obbligare i le aziende ad attuare certe misure, e il mercato non dimostra ancora un peso tale da giustificare il cambiamento. Ma il futuro promette bene.

 

Il Consumatore

Il consumatore: la comunicazione in rete e le nuove tecnologie della comunicazione stanno “educando” una nuova generazione di consumatori, non più acquirenti passivi ma acquirenti informati e desiderosi di “dialogare” a pari livello con l’azienda.
Il sito corporate non è più sufficiente per rendere attraente e pubblicizzare lo spazio vendita; blog e podcasting saranno i mezzi del futuro per attrarre persone negli store.

 

Per citare uno dei miei preferiti, David Ogilvy, “Il consumatore non è un cretino, è tua moglie!“. Ma ormai considero questa citazione poco più di una battuta. I fatti dimostrano che ignoranza e pigrizia mentale permettono di vendere prodotti assolutamente inutili e spesso addirittura dannosi a consumatori ingordi di novità.

E quanti sono i power user su Internet? Vi invito a consultare la sezione “Dati sull’intenet in Italia” del sito di Giancarlo Livraghi I dati sono davvero scoraggianti.

 

Kelkoo

Una sola parola: un brand, Kelkoo.

 

La Multicanalità

La multicanalità: trend già ben consolidato nelle strategie di molte catene retail, la multicanalità sarà una delle chiavi per poter sopravvivere sul mercato. Il cliente vuole un retail brand accessibile sulla rete, nei parchi commerciali, nei centri città e in prossimità della propria abitazione.

Essere sempre vicino al cliente è fonte di business! Da studiare con attenzione, inoltre, i nuovi luoghi di retail come gli aeroporti e le strutture sportive.

 

Questo è un vecchio assioma dell’advertising più tradizionale: la copertura. Più è visibile il brand, più vende. Ma solo quando i risultati ne giustificano il costo.

 

Retail Entertainment

Retail entertainment: in un futuro prossimo venturo il negozio che non stimolerà il cliente sarà un negozio vuoto.

Il cliente vuole essere stupito dall’azienda e non solo dal punto di approccio del prodotto; oggi lo shopping è anche, e soprattutto, divertimento singolo e collettivo. Le aziende di successo faranno “ridere” il cliente e si trasformeranno anche in produttori di contenuti di intrattenimento gratuiti (per sfruttare l’economia del dono).

 

Certamente, anche se solo i patiti dello shopping vanno ad assistere appositamente ad un evento “in-store”. Ma se i clienti sono già presenti nel punto vendita, allora il merchandising insegna che l’evento può trasformasi in una PPV di tutto rispetto.

Retail Shopping Experience

Retail shopping experience: l’esperienza di acquisto può essere veloce, approfondita, personalizzata o spersonalizzata.

Oggi, e sempre più nel futuro, vinceranno le aziende in grado di dare al cliente l’esperienza d’acquisto in linea con le esigenze del momento e replicabile nello spazio e nel tempo.

L’esperienza d’acquisto è il biglietto da visita del retail brand.

 

Mi lamento spesso della mancanza di cortesia e della scarsa attenzione che gli addetti delle grandi catene di vendita prestano ai clienti. Non è il primo problema da affrontare?.

 

Nicchie di Mercato

Coprire le nicchie: la teoria sulla strategia aziendale ha prodotto negli ultimi anni due intuizioni semplici e per questo geniali: Oceano blu (“crea mercati liberi da concorrenti”) e la Long tail (di Chris Anderson).

La long tail (lunga coda) deve essere percorsa da un’azienda che vuole conquistare quote di mercato e difenderle nel tempo; non si deve aver paura di vendere prodotti oggi di nicchia e per pochi, ma in grado di essere, domani, il trend del momento.

 

Di nuovo, sicuramente. Molto spesso i mercati di nicchia si trasformano in trend di consumo. La sociologia dei consumi ne ha sviluppato delle solide dimostrazioni con il ciclo di vita del prodotto e il ciclo di vita del consumatore. Ma “non tutte le ciambelle escono col buco!”.

 

Low Cost Experience

Low cost experience: un’intera generazione di consumatori si è formata sotto le strategie di aziende che hanno fatto del low cost
il loro grido di battaglia: Ryanair, Easyjet, H&M, Wal-Mart, Lidl

Le aziende che in futuro vorranno percorrere questa strada andranno incontro al successo solo se sapranno permeare l’intera azienda di una filosofia maniacalmente attenta ai costi; per quanto riguarda i clienti ormai la low cost philosophy è trasversale a tutte le categorie sociali.

 

Il low cost è un metodo retail affermato, ma non solo. Anche qui riesce meglio il mix di prodotto (o di brand) che meglio si adatta alle caratteristiche dell’offerta e alle richieste del consumatore. Senza scordare l’attenzione alla persone.

 

Value for Money Experience

Value for money experience: nel futuro sarà sempre più determinante la percezione dei clienti di frequentare un negozio “vicino alle proprie esigenze di spesa”. Non un negozio low cost
ma uno spazio dove poter trovare “l’occasione” e un buon range di prezzo per una scelta più serena. Il cliente vorrà sentirsi “viziato” e “coccolato” con l’angolo del risparmio, continuando ad interagire con un negozio in grado di dare un servizio all’altezza delle sue esigenze.

 

“Viziato” e “coccolato”, ma non solo dal prodotto. Soprattutto dai venditori. Oppure ridatemi il negozietto sotto casa e il buon vecchio Sig. Mario, che ai tempi mi faceva credito e mi consegnava la spesa a domicilio.

 

Social Sustainability

Social sustainability: la maggior attenzione dei consumatori verso le filiere produttive “responsabili” spingeranno sempre più i retailer a ricercare fornitori che rispettino i diritti sindacali, regole produttive etiche in rispetto ai diritti dell’infanzia e delle donne.

Sempre più numerose sono le /strong>campagne stampa contro le aziende che mettono in commercio prodotti provenienti da Stati “poco virtuosi” e da fabbriche poco sicure.

 

Vero molto parzialmente. Il consumerismo è un concetto degli anni 60 che ha sempre stentato ad affermarsi, in parte per la resistenza dei produttori, ma soprattutto perché non esistono realmente movimenti di massa tali da costringerli ad applicarlo. Ma sembra che, poco a poco, il trend si stia sviluppando, e non solo a parole. E non è facile fare le pulci ai produttori, mente per loro è molto più facile affermare di essere ligi alle richieste del pubblico.

 

Green Sustainability

Green sustainability: il Premio Nobel ad Al Gore, le proposte “verdi John McCain, la probabile elezione a Primo Ministro del leader conservatore “verdeDavid Cameron dimostrano che il rispetto per l’ambiente è ormai un’esigenza che ha travalicato le convinzioni politiche.

Oggi quasi tutti i retailer si “definiscono” verdi , ma solo pochi hanno implementato soluzioni per limitare sprechi ed inquinamento; chi lo farà nel futuro entrerà nel “cuore” del consumatore.

 

Come al punto precedente, e forse perché la cosa viene percepita come una necessità più concreta ed immediata, la richiesta di rispetto per l’ambiente (e l’evoluzione delle leggi) ha già costretto molti produttori ad adeguarsi. Ma come atteggiamento, è ancora un neonato.

 

Per concludere, ringrazio CAVALIERI Retailing per avere messo a disposizione “Le Dieci tesi sul Retail“, che per loro sono decisamente autopromozionali, ma comunque utili a tutti noi, e Dario Ujetto per avermi dato l’occasione di discuterne.

 


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Monday, June 9, 2008

IL BRUTTO ANATROCCOLO #11

 

E oggi parliamo male di… DOOSTANG

 

DOOSTANG

 

Erano due anni che aspettavo l’occasione: DOOSTANG è uno del più esclusivi netwok professionali, focalizzato alla ricerca di lavoro per l’elite della rete: in America i laureati e masterizzati di università Ivy League come Harvard, Princeton, Yale… Vi si accede solo su invito.

Erano due anni, dicevo, che aspettavo qualcuno che mi permettesse di vedere cosa ha da offrire. E finalmente ho ricevuto un invito. Mi sono iscritto, la solita routine, nome, cognome, email, password, ripeti la password, inserisci la tua foro e poi…

“INVITA I TUOI CONTATTI”…

Ho ceduto alla tentazione e sono partiti gli inviti per tutti i miei contatti di LinkedIn, una procedura automatizzata. Poco dopo avevo già una cinquantina di linki attivi.

Non ho completato il mio profilo, mi sono ripromesso di farlo con calma, visto che ci avrei messo almeno un’ora. Mi sono scollegato e ho continuato a lavorare. In mail sono continuate ad arrivare richieste di contatto dai miei invitati e, regolarmente, ogni tot mi ricollegavo e accettavo i contatti.

Si era fatta sera, ho spento il computer e sono andato a cena.

La mattina dopo, in mailbox, ho trovato un’altra ventina di richieste di contatto. Cliccando la prima sono arrivato in home page e ho fatto per inserire l’indirizzo email e la password:

 

DOOSTANG Home Page

“OOPS. Looks like there has been a number of failed login attempts for your account…”

In altre parole il mio indirizzo mail e la mia password, al sistema non piacevano più. Ho provato in tutti i modi a ricollegarmi, niente da fare. Inesorabilmente, il sistema continuava a respingermi, anche se richiedevo il cambio della password.

A questo punto che altro si può fare se non rivolgersi all’assistenza? Ho inviato una mail con la mia richiesta di aiuto.

Passati due giorni, però, nessuna risposta. E io, naturalmente rinvio, ma anche questa volta, nisba. Pe una settimana io continuo a mandare richieste di assistenza, e non succede nulla. A questo punto, cerco di contattare il loro sevizio commerciale, sempre senza esito.

Passa un’altra settimana e, per le mie scadenze, ecco il momento di scrivere il mio articolo per Post. Questa volta la scelta dell’argomento è stato prorompente. Il disservizio e il lampante esempio di pessimo CRM di una rete che si vuole prestigiosa e importante.

N.B.: Ieri, l’ultima volta che mi sono collegato per scaricare la grafica, i link dei contatti sono spariti dal sito. Addirittura.

 


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Saturday, June 7, 2008

ADESSO GUARDATE I RISULTATI

 

 

Ricordate il video “Lazy guy gets a lot of Money” che vi ho presentato nel mio post del 19 maggio? Era la diffusione di una campagna degli amici di Belsitomedia alla quale, oltre a me che ne ho parlato anche su CRAZY MARKETING BLOG, Ctà BLOG, Informatica Friuli e sul Web Marketing Forum, hanno partecipato Anna Torcoletti, DR_WHO e Leo Aruta di Crazy Marketing Network, e alla quale hanno dato il loro apporto tra tanti altri anche Markettara e, “last but not the least”, l’Esperto Seo Emanuele Tolomei.

PLAY WITH REACTIVITY:
La case history

PLAY WITH REACTIVITY

Play With Reactivity

19 maggio 2008: Il gruppo Lumen lancia Reactivity, una struttura specializzata nel design tattico e, per il lancio sceglie una campagna sul Web destinata ad evidenziare l’agilità e la flessibilità di Reactivity, caratteristiche che permettono alla neonata agenzia si adattarsi immediatamente alle necessità dei clienti, combinando costo e velocità.

ADVERTAINMENT VIRALE

 

Play With Reactivity: Advertainment Virale

La campagna, basata su un video virale e un advergame, presentati entrambi sul minisito PLAY WITH REACTIVITY. Il video, intitolato “Lazy guy gets a lot of money” mostra come un giovane creativo aiuti un questuante a “incrementare gli utili”. ll gioco è una traduzione interattiva del video che permette agli utenti di sperimentare le loro capacità nel design tattico. Il target consisteva nei clienti attuali e nei prospect del gruppo Lumen, ai quali sono state inviate mail con il link al minisito. Contemporaneamente, il video è stato oggetto di un forte seeding online, destando l’attenzione dei siti e blog che trattano di marketing e comunicazione.

TRACKING

Play With Reactivity: Tracking

Nei primi 15 giorni, il video virale di Reactivity ha ottenuto oltre 240.000 view in 20 nazioni, con una crescita giornaliera di 16.000 view al giorno. Sulla campagna stessa sono stati scritti più di 185 articoli e recensioni, dei quali il 66% su siti e blog specializzati. Il minisito PLAY WITH REACTIVITY ha ricevuto oltre 20.000 visite uniche, delle quali il 46% hanno poi visto anche il sito aziendale e il .PDF di presentazione è stato scaricato 450 volte.

BENCHMARK INTERNAZIONALI

Diffusione

Play With Reactivity: Benchmark internazionali

Percentuali

IN TARGET

Siti Web e blog internazionali

Play With Reactivity: In Target

Siti Web e blog italiani

 


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Tuesday, June 3, 2008

PHISHING O TENTATA ESTORSIONE?

Arrivano i gangster cinesi…

Gangster Cinese

Ma AAA Copywriter non si tocca!

Stamattina è arrivata questa mail, una sorpresa poco allegra. Ho perso un po’ di tempo per capire se si trattava di un problema serio, anche se il sospetto di un tentativo di phising mi è venuto subito. Sono un pesce troppo piccolo per un’estorsione.

Da: “carol”
Data: 02 giugno 2008 5:36:40 GMT+02:00>
A: “info” >
Oggetto: Aaa-copywriter,Aaacopywriter-Intellectual property rights (To CEO)>

Dear CEO,

We are the domain name registration organization in Asia, which mainly deal with international company’s in Asia. We have something important need to confirm with your company.
On the June,02, 2008, we received an application formally. One company named “Makere International Holdings Ltd” wanted to register following

Domain names
 aaa-copywriter.asia
 aaa-copywriter.cn
 aaa-copywriter.com.cn
 aaa-copywriter.hk
 aaa-copywriter.info
 aaa-copywriter.net.cn
 aaa-copywriter.org.cn
 aaa-copywriter.tw
Internet brand keyword:
Aaa-copywriter,Aaacopywriter
through our body.

After our initial examination, we found that the keywords and domain names applied for registration are as same as your company’s name and trademark. These days we are dealing with it. If you do not know this company, we doubt that they have other aims to buy these domain names. Now we have not finished the registration of Makere International Holdings Ltd yet, in order to deal with this issue better, Please contact us by telephone or email as soon as possible.

Best Regards,

Carol

Hong Kong Auditing Department Office:
Tel: (852)-8122 6293
Fax: (852)-8125 7328
Web:  http://www.asiadnr.org
Email: Carol@asiadnr.hk.cn   (Work time)
          Carol@asiadnr.com.cn (24 Hours)

Ho preso la mia decisione, ma voglio chiedere a tutti: che fareste al posto mio?

 


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