
Uso Apple Macintosh dal 1987.
L’anno precedente avevo acquistato il mio primo computer, ed avrei voluto appunto un Mac, ma costava quattro volte quanto il concorrente più vicino con interfaccia WIMP, l’Atari ST, che era ciò che mi potevo permettere.
Ma l’anno successivo mi ha riservato una grossa sorpresa: un americano, tale David Small aveva messo in produzione un emulatore Mac per l’Atari, il Magic Sac.
Era una cartridge che andava innestata nell’apposito port dell’ST e che grazie alla CPU identica e con le copie delle ROM del Macintosh, anche grazie ad ad un programmino che applicava una patch agli gli originali, poteva fare girare la maggior parte delle applicazioni Mac.

Quasi immediatamente sono stato contattato dal distributore italiano per localizzare sia l’hardware che il manuale. In pagamento ho avuto proprio un esemplare del Magic Sac (che sarebbe poi diventato lo Spectre GCR) e ho quindi iniziato ad usare Macintosh cinque anni prima di realmente possederne uno.
Ad esempio durante la mia collaborazione con la rivisita K, ricordo l’elaborazione di testi su MS Word (Office era ancora da pensare), e l’invio dei file alla redazione con Red Ryder con un modem telefonico a 1.200 Baud, tutto in emulazione Mac.

Questo per introdurre l’argomento di oggi, lo Psystar Open Computer.
Che cos’è? Lo avrete immaginato, data l’introduzione. È l’ultimo clone Macintosh in ordine di tempo.
In realtà non vi sto dando una primizia, Il lancio dell’‘Open Computer, venduto a circa metà del prezzo di un Macintosh, è avvenuto questa primavera. Davvero niente di nuovo, quindi.
Perché affronto l’argomento, allora? Il pretesto è un post apparso su CNET news in cui si afferma che, dopo che Apple ha fatto causa a Psystar, questa, a sua volta ha avviato una controcausa. E la ragione sono le richieste di Apple e le motivazioni di Psystar.
Apple ha citato Psystar per infrazione del diritto d’autore in quanto i computer di Psystar sono essenzialmente dei PC modificati per fare girare Mac 0S X, cosa vietata dall’EULA di Apple, che pretende che il suo sistema operativo possa essere essere istallato solo su hardware si sua produzione.

Psystar si giustifica affermando di avere solo usato del software open source per premettere il funzionamento di Mac OS X, del quale viene fornito il DVD originale.
Ma la cosa si fa interessante vedendo le argomentazioni fornite da Psystar per la controcausa: secondo Rudy Pedraza, proprietario di Psystar, Apple ha limitato l’uso del suo sistema operativo all macchine di sua produzione, attuando una politica monopolistica e danneggiando con ciò sia i consumatori che i concorrenti.
I legali di Psystar sottolineano inoltre come Apple, forte della licenza che limita l’uso di Mac OS X ai prodotti Apple, ricarica anche dell’80% il prezzo dell’hardware, mentre Psystar offre un’alternativa ai sistemi Microsoft con ricarichi di mercato normali.
Il tutto mi fa venite in mente il caso per il quale Microsoft è stata condannata nella causa contre Netscape ed è stato costretto ad eliminare Internet Explorer da Windows XT.
Personalmente credo che Pedraza abbia ottime carte in mano e che, se dovesse vincere, questo potrebbe significare addirittura la fine delle licenze d’uso (EULA) del software come le conosciamo.










































