
Ieri ho avuto una interessante discussione con Flavia Brevi a proposto di uno dei suoi ultimi post che, a sua volta, si rifaceva a uno dei miei.
Copywriter non si nasce – ma quando lo si diventa?
Siamo tutti d’accordo che copywriter non si nasce, che non basta scrivere decentemente – o, chessò, tenere un blog sull’advertising – per essere considerati tali.
Ma il vero interrogativo è: quando lo si diventa?
Con incontrovertibile certezza, intendo, ad un livello universalmente riconosciuto.
Dopo lo studio accurato di un testo accademico sulla semiologia della pubblicità? No, certo che no, quello ci rende solo studentelli.
Dopo aver letto, di propria sponte, “Hollywood lava più bianco”? Autodidatta, nulla più.
Dopo il primo stage, anche se non remunerato, anche se svolto per obbligo universitario? Semplice apprendista.
Dopo il primo annuncio pubblicato, anche se il concept è partito da un’idea dell’art, e nonostante le svariate rimestatine del dc, che han fatto sì che di genuinamente tuo rimanesse solo quel punto in fondo alla frase (e, a ben pensarci, sarebbe stato meglio eliminarlo)?
Dopo il primo contratto in cui si dica esplicitamente che il tuo ruolo è quello del “C-O-P-Y-W-R-I-T-E-R”, a sberleffo della tua gavetta decennale?
Io non lo so.
Però mi piacerebbe provarla, quella sensazione di poter affermare, senza vergogna, di essere quel che si crede/spera/vorrebbe essere.”"
Cara Flavia, in realtà nemmeno io lo so. Ho imparato a fare il copywriter “on the road”, come direbbe il nostro comune amico frac78. e sono stato abbastanza bravo a farlo credere a tutti, tant’è che ci lavoro, in quel ruolo.
Non sono realmente in grado di darti dei paramenti sul conseguimento della qualifica professionale, se non ripetendo quello che ti ho detto mel commento che ti ho lasciato: “Quando sai di esserlo”.
Posso dirti invece cosa pretenderei io se dovessi assumere un copywriter junior per aiutarmi nel mio lavoro, dando per scontate la creatività, delle ottime capacità di scrivere ed una cultura enciclopedica:
• La capacità di presentarsi in maniera spigliata, anche se seria, lavoriamo in comunicazione e siamo comunicatori.
• La capacità di capite e di interpretare i dati delle ricerche, o di farle in prima persona se non ne abbiamo.
• La capacità di redigere una strategia di comunicazione. e di presentarla direttamente al cliente nel modo più efficace.
• La capacità di sviluppare un messaggio da quella strategia, un messaggio che comprenda anche la parte visual.
• La capacità di interfacciarsi con un art director, anche esterno, e progettare insieme a lui il singlolo messaggio o un intera campagna strutturata ed articolata.
• La capacità di non prendersela e di non protestare per osservazioni, anche ingiustificate, che potrei fare e di ricominciare, se necessario il lavoro da capo, per tutte le volte che servono, finché il risultato non è PERSUASIVO e ADATTO ALLO SCOPO.
• La capacitò di imparare dagli errori e di fare le domande giuste, al momento opportuno.
• La capacità di difendere le proprie convinzioni, ma di accettare le critiche e di farle proprie.
Tutto questo per una paga minima e molto incoraggiamento. So di chiedere molto, ma se assumo una persona, deve essermi di aiuto, non di peso.
Dei tre video di presentazione, qual’è il più adatto, secondo voi?





















