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AAA creatives
AAA Alex Badalic
Comunicazione Non Convenzionale
Unconventional Communications
Considerazioni a ruota (quasi) libera di un copywriter e strategic planner un po' SEO su marketing, pubblicità, social media, SEM/SEO, Web, creatività e pensiero laterale

 

Tuesday, September 30, 2008

PR5, FINALMENTE!

 

PageRank 5

Lo aspettavo da oltre un anno. Prima sul vecchio blog e da gennaio su questo. E il week end scorso, per merito dei lettori che arrivano soprattutto da Facebook, News & Riflessioni è passato a

PageRank 5

A tutti un grazie di cuore.

Alex

 


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Tuesday, September 30, 2008

I MAGNIFICI SEI (+1)

 

Aspettavamo da mesi. Da un anno per l’esattezza. E finalmete, anche se solo in ambito locale, ecco il primo meeting di…

 

Crazy Marketing Network

Crazy Marketing Network

A settembre dell’anno scorso nasceva il network dei blogger di marketing e comunicazione non convenzionale, che è poi partito ufficialmente a maggio, ma non eravamo ancora riusciti ad incontrarci, ciascuno di noi preso dai propri impegni, e anche a causa della distanza.

Ma ecco, almeno una parte di noi lombardi, complice una trasferta di lavoro di Daniele Montemale e della buona volontà del nostro unico extracomunitario, il bellinzonese Matteo Oleggini, siamo riusciti a vederci per un aperitivo a Milano, organizzato dalla nostra eroina locale, Laura Premoli.

Gli atri intervenuti erano il neofita Marcello Del Bono, Paolo Ferrara, Daniele Rollo e io stesso.

Ed eccoci finalmente tutti insieme, seduti davanti ad un bicchiere e parlare di noi, del CMN e delle esigenze organizzative del network.

Cosa ci siamo detti, e su cosa ci siamo trovati tutti d’accordo?

Vi elenco i punti per ordine di importanza:

• La creazione di una associazione Crazy Marketing Network, per gestire sia gli aspetti organizzativi che quelli amministrativi.

• Visti i diversi gradi di partecipazione gli aderenti dovranno essere suddivisi in due categorie, gli esecutivi e gli operativi. Gli esecutivi saranno quelli che dimostrano un interesse ed un impegno maggiore nell’organizzazione del network e nell’applicazione delle direttive, come la creazione e la diffusione di campagne per conto terzi, e gli oprativi, che invece parteciperanno solo aderendo al network con i loro blog, come già fanno.

• L’implementazione di diverse soluzioni software per la piattaforma ed i blog aderenti, quali un nostro forum a cura dell’assente ma disponibile Davide Tommasin e un remake del widget di CMN da parte di Daniele Rollo, che oltre a passare le statistiche d’accesso come già avviene, dovrà anche sostituire il blogroll, evitandone l’ingombro e la necessità di aggiornarlo periodicamente.

• Una maggiore attività dei membri esecutivi nei gruppi Crazy Marketing Network e Crazy Marketing International su Facebook, attualmente la maggiore fonte di visibilità per il CMN.

• L’implementazione di un “redazionale” sul sito di Crazy Marketing Networkda parte di tutti i membri a rotazione.

• La definizione di “regole di ingaggio” per la partecipazione a campagne collettive.

• L’organizzazione di un meeting nazionale “as soon as possible”.

E intanto ci prepariamo per l’inserimento a brevissimo dei nuovi arrivati.

Un grazie quindi a tutti per la loro disponibilità e in particolare a Laura Premoli< (strong> per l’organizzazione della serata.

Personalmente poi devo un enorme grazie ai miei “sostenitori”, Matteo Oleggini e Paolo Ferrara.

 


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Saturday, September 27, 2008

IL BRUTTO ANATROCCOLO #15

 

Post

Il brutto anatroccolo” è il titolo di una rubrica che curo per Post, supplemento bisettimanale di MyMarketing.Net la rivista online di Consulmarketing. Questa è la replica aggiornata ad oggi dell’articolo uscito sul ultimo numero, quello del 22 settembre 2008.

MyMarketing.Net

 

A Copywriter’s Blues

Il mio esperimento di Social Media Marketing

 

Facebook

Con 138 milioni di utenti, Facebook è la principale rete sociale al mondo, è gratuita e permette l’inserimento di foto, video e link nella maniera più semplice.

 

Crazy Marketing Network

A luglio sono diventato responsabile operativo di Crazy Marketing Network, scegliendo appunto Facebook per la sua promozione, aggiungendo al preesistente gruppo Crazy Marketing Network in italiano, un secondo, Crazy Marketing International in inglese, e ho invitando tutti i miei contatti di XING a raggiungermi.

Ho reso entrambi i gruppi ad invito, chiedendo a chi voleva iscriversi di creare un contatto diretto con me. In 15 giorni ho ricevuto un numero sempre crescente di richieste di contatto spontanee. Si è verificato quello che definisco l’”effetto valanga“. I piccoli cercano di aggregarsi agli utenti più importanti, rendendoli ancora più appetibili.

La strategia ha funzionato: dai circa 200 contatti di luglio sono arrivato ai 945 contati di ora, con una media di 5/6 nuovi contatti al giorno. E gli italiani, sono tutti contatti in target, copywriter, pubblicitari, direttori creativi, responsabili di agenzia. I miei interlocutori. Questi contatti sono in buona parte stati convertiti su LinkedIn dove, in questo momento, sono 480.

Ad agosto ho deciso di verificare la resa reale del social media marketing.

 

A Copywriter's Blues

Tengo un blog in inglese, A Copywriter’s Blues, nel quale parlo di vecchia musica angloamericana, dai primi dischi fino alla fine degli anni 60, illustrandolo con video e immagini presi dalla rete, cercando di creare per ogni post uno spettacolo a tema di circa mezz’ora.

Il 10 agosto ho creato un gruppo dallo stesso nome su Facebook con i link a tutti i miei post precedenti, invitandovi la mia intera rete di contatti e ho impostato un account Google Analytics per il blog.

Dopo avere creato il gruppo ho annunciato l’inizio dell’esperimento su News & Riflessioni, promuovendo il post in modo massiccio sui servizi di microblogging come Twitter e FriendFeed, sui servizi di social bookmarking come Delicious, Digg e StumbleUpon e su quelli di social blogging come MyBlogLog eBlogCatalog.

Ora, ad oltre un mese e otto post dopo l’inizio dell esperimento, tiriamo le somme: attualmente, il gruppo A Copywriter’s Blues su Facebook conta 471 utenti mentre i risultati ottenuti dal blog sono visibili nei grafici qui sotto:

 

Google Analytics

Google Analytics

Dal 11 agosto ad oggi, quindi, A Copywriter’s Blues ha totalizzato 1.845 visite. Considerato che in tutta la sua esistenza (15 mesi) il blog ha raggiunte 13.046, con una media mensile di 868 visite, un incremento del 120% circa è più che soddisfacente, specialmente se pensiamo alle scarse presenze italiane di agosto.

Voi che ne dite?

 


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Thursday, September 25, 2008

VOX POPULI

 

L’inferno di un angelo

 

VOX POPULI -

Con il secondo soggetto, la campagna contro la pedofilia di Adriano Maria Mailello ed Emanuele Tolomei aka “Esperto Seo” cambia registro. Niente più protagonisti celeberrimi e blasonati: è la gente comune adire cosa pensa dei pedofili.

 


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Wednesday, September 24, 2008

LA CASA DELLE FOGLIE

 

Lo streaming video

Human Networks Live Effects

Human Networks Live Effects è uno showcase di tecnologie si rete coerenti con Impatto Zero di Lifegate creato da Cisco Systems basato sulla Leaf House.

La Leaf House (Angeli di Rosola, Ancona) è un edificio ecologico perfettamente integrato nell’ambiente che si basa sui principi della bioarchitettura. È una casa a emissioni zero di anidride carbonica, e alimentata da fonti di energia rinnovabili. I pannelli solari termici e fotovoltaici istallati vengono sfruttati grazie all’esposizione a sud della struttura. L’energia prodotta non utilizzata viene immagazzinata grazie ad un sistema di accumulo basato su idrogeno e successiva produzione di elettricità per l’immagazzinamento dell’energia. La casa è dotata, inoltre, di un set di elettrodomestici “green”, dispositivi che dialogano con il contatore di elettricità. Per la climatizzazione dell’edificio viene sfruttata l’energia geotermica, e anche l’acqua piovana viene recuperata e riciclata.

 

http://www.meebo.com/rooms

La chat

 

La Leaf House è dotata delle più avanzate tecnologie di comunicazione e di rete fornite da Cisco Systems. In particolare la struttura è dotata si una infrastruttura VLAN predisposta per la separazione virtuale fra le reti dei differenti appartamenti ed è sviluppata per le funzioni di controllo, gestione e monitoraggio degli ambienti. Presente anche una rete di copertura WiFi gestita da un controller che permette agli utenti della casa di utilizzare la connessione o meno. Nella casa troviamo cinque punti di accesso Airones 2100.

I tool per la comunicazione unificata di cui è dotata la casa danno agli utenti la possibilità di lavorare in mobilità. E troviamo anche soluzioni per la gestione e il controllo a distanza dei consumi elettrici e telefonici, del riscaldamento e della domotica.

 

Human Networks Live Effects

Dalla Leaf House parte appunto Human Networks Live Effects, una cinque giorni di streaming in diretta seguendo la vita quotidiana di 5 ragazzi con passioni diverse e che vivono in contesti e aree geografiche differenti, mentre fanno cose divertenti e serie, che ci sveleranno i trucchi della rete, che discutono con i ospiti e con il mondo degli internauti di argomenti sociali e personali.

Un’avventura da seguire come e quando vogliamo, scegliendo i contenuti, rivivendoli quando desideriamo, in libertà e democrazia come ci consente di fare la rete.

Per Human Networks Live Effects sono stati attivati anche un blog e un canale YouTube.

 


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Tuesday, September 23, 2008

VOGLIO FARE L’ASTRONAUTA

 

Abbiate Paura di Noi

 

Voglio fare l’astronauta

Un pensiero di Adriano Maria Maiello sui bambini e sulla pedofilia, interpretato da Giorgio Albertazzi.

Un contributo al progetto “Voglio fare l’astronauta” di Adriano Maria Maiello e Emanuele Tolomei.

 


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Tuesday, September 23, 2008

VENDERE PUBBLICITÀ

 

The Truth in Ad Sales

Forse più che un copywriter, per parecchi ci vorrà l’interprete…

Spassosissimo!

 


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Monday, September 22, 2008

COINCIDENZA O IMITAZIONE?

 

Un alto video virale
sul marketing virale

“Dude, Cold Calling Is For Losers” l’anno chiamato. Mi è arrivato via Facebook da uno degli amministratori del gruppo Pro Marketers, al quale sono iscritto sia su Facebook che su LinkedIn, e che fanno capo a HubSpot, un’agenzia di Web marketing di Cambridge, Massachusetts.

In fondo non voglio sapere se hanno preso ispirazione da noi,, tanto anche i video di Crazy Marketing Network sono degli poof di quelli di Apple. Ma anche se fosse…

 


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Monday, September 22, 2008

TRA IL DIRE E IL FARE…

 

advcamp

Al BlogFest sul Lago di Garda io non c’ero. Sarà anche per questo che della polemica a proposito dell’idea creativa nata all’advcamp io ho una visone molto ristretta, giusto grazie alla segnalazione di Maurizio Goetz. Quindi ringrazio Maurizio per avermene fatto parte, ma non mi esprimo in merito.

Voglio invece commentare il suo post di oggi:

 

MARKETING USABILE

La morte dell’idea creativa

Che non credo nella creatività pura è un fatto arcinoto, mi sa. Per me la creatività (almeno nella comunicazione di marketing) serve solo se è accessoria di una strategia ben studiata e altrettanto ben applicata.

Il modello DAGMAR, per quanto desueto, non è affatto vecchiume inutile, è solo un qualcosa che costa troppo applicare, e quindi si preferisce spesso farne a meno.

Maurizio afferma:

I creativi dovrebbero tenere a mente che il passaggio di paradigma, (per una marca) dallo sviluppo dell’idea creativa, a quello del valore creativo, sta nella sottile differenza, tra l’essere ricordati e l’essere scelti, tra la notorietà e la desiderabilità“.

E fin qui mi trova totalmente d’accordo con lui.

Poi Maurizio si dilunga in usa serie di citazioni a sostegno di questa tesi, per concludere che:

Ci sono centinaia di spot davvero creativi di aziende le cui vendite non sono proporzionali agli investimenti pubblicitari, forse sarebbe il caso di chiedersi perché.

E qui mi permetto di provare a dargli alcune risposte…

 

McDonald's

Il modello economico

La globalizzazione uccide le abitudini locali. Le soluzioni offerte non fanno l’alternativa.

La tanto bistrattata McDonald’s è spesso la scelta migliore come rapporto prezzo/qualità nella ristorazione, ma la qualità dei suoi prodotti, per quanto a buon mercato, è inconsistente. Di conseguenza, molti rifiutano il McMenù a favore della più nostrana pizza o del kebab. Anche la pretesa (sostenuta giuridicamente in tribunale e confermata dalla corte) di chiamare “ristoranti” quelle che in realtà sono solo tavole calde non giova a favore dell’immagine della catena americana.

Se invece di volersi creare un’immagine di ritrovo per famiglie McDonald’s spendesse meno in promozione e di più in qualità, non otterrebbe risultati migliori? Quanti di noi sarebbero pronti a spendere qualche Euro in più per del pane non colloso, per della carne che sappia di carne e non di cartone e delle patatine che non facciano schifo appena si raffreddano, vi pare? E per attirare le famiglie, bisognerebbe dare loro un ambiente adatto alle nostre abitudini di consumo, magari uno spazio separato dal resto del pubblico, tranquillo, intimo, rilassato. Allora si che il prezzo farebbe la differenza.

 

 

GDO

La distribuzione

Negli ipermercati e negli altri punti vendita della grande distribuzione organizzata, i prodotti costano sicuramente meno che non nei negozi tradizionali, ma quanti si sentono maltrattati dall’indifferenza degli addetti, dall’assoluta mancanza di assistenza e dal servizio impersonale?

La GDO uccide i negozi tradizionali e resistono solo le “boutique“, indipendentemente da cosa vendono, abbigliamento, alimentari, elettronica di consumo o altro.

La scelta diventa quindi possibile solo tra prezzi bassi e nessun servizio o prezzi esorbitanti e servizio decente. Possibile che non possa esistere una formula di compromesso?

 

CRM

Il CRM

Nelle grandi aziende si tende ad affidare l’assistenza clienti ai call center in outsourcing. Spesso il centralino automatico prima di permettere di parlare con un essere umano costringe a procedure astruse e ad attese snervanti. Non che funzionino meglio le soluzioni Web. Quasi mai chi costruisce i siti aziendali si pone il problema di risolvere i problemi degli utenti. FAQ che non danno risposte, nessuna possibilità di comunicare con un addetto, tempi di reazione via mail o forum lentissimi e risposte preconfezionate.

Le mie rare esperienze positive sono sempre state dovute all’iniziativa di singoli che VOLEVANO aiutare di loro sponte, non ad una politica aziendale rivolta alla customer satisfaction.

 

brand image

La comunicazione

La brand image può molto nel costruire la fedeltà di marca, ma niente può ricucire un rapporto compromesso dal cattivo customer care.

Inutile pensare a campagne con investimenti a dieci zeri se manca la sostanza, signori miei.

Non è l’idea creativa che è morta, caro Maurizio, ma è il sistema che si è trasformato nel classico cane che si morde la coda.

Quando come copywriter mi chiedono di cercare un valore aggiunto per un prodotto che non ne ha, la mia professionalità mi impone di trovalo e ad renderlo quanto più palese possibile.

E se come strategic planner devo creare un modello di comunicazione adatto ad una data situazione, vale lo stesso principio. Magari devo arrampicarmi sugli specchi, e la creatività, credimi, è l’unica cosa che tiene in piedi il tutto, perché è facile rendersi conto di quanto sia fragile il castello di carte che mi è toccato costruire.

 

social media marketing

Il marketing non convenzionale

Non è questione di usare forme tradizionali o meno di approccio al mercato na di scegliere le più adatte. Rispetto alla comunicazione convenzionale, le forme alternative hanno si dei vantaggi: costi minori, impatto maggiore, migliore penetrazione. Ma i limiti sono spesso legati all’uso tattico e non strategico che si è obbligati a farne.

Usare il social media marketing per costruire una brand image è fattibile, ma richiede una strategia ben costruita, tempo e gente che sappia diffondere il buzz.

Il guerrilla marketing, invece, è uno strumento tattico ad uso locale. Per renderlo strategico non va pianificato un singolo episodio, ma una campagna graduale che copra i centri più importanti.

I limiti ci sono, ma vanno compresi e, come nello judo, vanno usati a proprio vantaggio.

E per quello, caro Maurizio, solo l’idea creativa di chi costruisce la strategia e la comunicazione è determinante.


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Friday, September 19, 2008

THE RUYI 2: IL RITORNO

 

Bye bye THE RUYI,
welcome WHAI WHAI!

 

The Ruyi

Qualcuno ricorderà il post del 2 luglio a firma Paola Borrescio, allora Web copywriter per H-FARM. Raccontava la genesi, le caratteristiche e la distribuzione del gioco interattivo per turisti.

 

LOG607

Il quale evidentemente ha avuto successo, visto che il produttore, LOG607, rilancia con una triplice versione del gioco.

 

WHAI WHAI

Ora THE RUYI cambia nome e tocca, oltre che Venezia, anche Roma e Firenze (in preparazione), le nostre città turistiche per eccellenza.

 

festival della letteratura di viaggio

E proprio a Roma, in occasione del “festival della letteratura di viaggio” che si svolge dal 25 al 28 settembre, verrà presentata la seconda edizione di THE RUYI, anzi, scusate, WHAI WHAI.

 


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