Mi scrive Helder Monaco su Facebook:

“Ti seguo sempre con piacere. Fatalità, quando hai deciso di dismettere l’invio delle notifiche del blog tramite Facebook , avevo appena messo un filtro apposito su Thunderbird. Le “proteste per lo spam da update del gruppo” mi hanno suscitato una riflessione interessante che volevo sharare con te: Ogni sistema di messagistica ha una valenza ed una percezione a se: i messaggi di Facebook hanno assunto una valenza più personale della mail.
I messaggi su MySpace e gli add su MySpace risultano invece il contrario: la gente non solo accetta di buon grado messaggi / comment / add “spammosi”, ma anzi ne è potenzialmente alla ricerca.
O meglio: se il contenuto (in questo caso prendiamo la musica) e’ in linea con i suoi gusti, MySpace risulta il mezzo ideale. In tutto questo quadro l’email, mi sembra stia regredendo ad uno stato di “ricettore di notifiche” degli altri sistemi di comunicazione. Secondo te, in questo quadro, che futuro ha l’email marketing? Mi spiego: da quel pochissimo che so, un buon quantitativo di email profilate ” età | sesso | città ” e’ considerato un traguardo interessante per le aziende che si occupano di queste cose. Secondo la mia umilissima opinione, sarebbe meglio avere:
“URL MySpace | età | sesso | città”
Secondo te, tra quanto si profilerà una necessità simile?
E’ già in corso? Esistono già archivi di utenti MySpace profilati?”
E io, visto l’interesse generale dell’argomento, rispondo qui:

Email marketing? No grazie!
Per principio (e con la mentalità da copywriter) ritengo l’email marketing pari al volantinaggio e al direct marketing. Ovvero una pratica troppo costosa (anche a prezzi minimi) per i risultati che offre. Può andare bene per i grossi centri commerciali e per i loro equivalenti sul Web, che hanno molti prodotti sui quali ripartire i costi, ma non per piccole entità che hanno dei ricarichi eccessivi sui propri prodotti, se non come componente di un marketing mix ben definito. Inoltre, l’invio di email non richieste è sempre e comunque SPAM. Ai miei clienti la sconsiglio sempre e comunque, ci sono tecniche molto più efficaci e meno costose. Ad esempio una newsletter scritta da un buon copywriter e inviata ad un target mirato e consenziente.
Ma per rispondere alle domande domande di Helder, ecco:

1. Non è vero che su Facebook l’invio di messaggi di massa sia necessariamente negativo. Quando mi è stato chiesto di “non spammare”, ho risolto il problema aprendo due nuovi gruppi ad invito, NON UNIRTI A QUESTO GRUPPO (se non vuoi ricevere spam) e DO NOT JOIN THIS GROUP (unless you want to be spammed) dove già dal titolo gli invitati sono avvertiti. Qui ho trasferito tutte le notifiche sull’attività del mio blog e continuo ad inviare “spam” ad amici e lettori. Ma è comunque vero che con molti di quei lettori ho ormai costruito un rapporto personale relativamente forte.

2. Personalmente non amo MySpace, lo trovo macchinoso e lo uso solo per le notifiche e per una presenza “strategica”. Ma è comunque il secondo social network al mondo. e basta leggere la loro “Direttiva per la Privacy” per rendersi conto che si, sottintendono che possono vendere indirizzi. E se possono, sicuramente lo fanno.
3. Una segmentazione “URL MySpace | età | sesso | città” è utile solo se la promozione viene fatta su MySpace. Quelle che ho visto decisamente non erano un gran ché. Si può fare comunque molto di meglio. Ma anche il banner advertising ha un tasso di risposta ridicolmente basso. Ne vale la pena quando abbiamo la dimostrazione che una buona campagna di viral marketing rende tanto di più con costi decisamente inferiori?





















