
Cari amici, vi presento Franco Dalfovo
Franco Dalfovo, aka Strike Web è il Webmaster e SEO di fiducia di AAA Copywriter Pubblicità Varese.
Franco ha accettato di collaborare con AAA Copywriter e di curare parte delle rubriche sul Web design e sul SEO. Infatti da oggi riprende Appunti SEO con il suo contributo.
Due righe di presentazione scritte da Franco stesso:
• Classe 1987.
• Diplomato come Perito Industriale Capotecnico specializzato in Informatica (92/100).
• Ha frequentato il primo anno di ingegneria informatica che ha abbandonato prima di iniziare il secondo anno.
• Fino al 2008 è freelance e collabora con agenzie pubblicitarie alle quali permette di ampliare il business sviluppando per loro i progetti Web.
• Nel 2008 fonda Strike Web, una Web agency giovane e creativa.
• Dall’autunno 2008 gli si aprono importanti collaborazioni con aziende di tutta Italia, soprattutto in Veneto, Toscana, Lombardia, non utlitima quella con AAA Copywriter Pubblicità Varese.
La sua filosofia: Competenza in primo luogo, aggiornamento costante, puntualità.
Strike Web nasce con una missione abbastanza difficile: vincere assieme al cliente. In questo modo si pone più come partner che come fornitore, certo che un successo del cliente si tradurrà in un vantaggio anche per essa.
Di Franco mi piacciono le caratteristiche che descrive nella sua filosofia, ma voglio aggiungerne due: la disponibilità e la capacità di comprendere i problemi.
Alex Badalic
Le keyword
Nell’appuntamento precedente si è parlato di Meta Tag, del loro significato e modalità di inserimento.
Questa volta ci soffermiamo sul meta tag “keywords”, che è sicuramente stato per molto tempo il più importante, stabiliamo quale valore ha per i motori di ricerca e cerchiamo di capire come massimizzare questo valore in modo da rendere la nostra pagina ottimizzata per alcune keywords.

Chi si tiene abbastanza aggiornato sul mondo SEO (teoricamente tutti coloro che usano -anche indirettamente- il tag keywords) dovrebbe sapere che è opinione ormai comune dire che “il meta tag keywords non serve più a niente“. Questa affermazione non mi trova d’accordo in quanto ritengo che sebbene il tag in questione abbia perso importanza, è ancora molto importante tenerlo in considerazione; in base alla mia esperienza posso affermare che il meta tag keywords ha la stessa importanza del tag H1 (titolo principale) e del tag title (titolo della finestra del browser): tutti e tre devono spingere le stesse keywords.
Un caso particolare è l’assenza del meta tag keywords: in questa situazione il motore non sà quali parole chiave abbiamo assegnato alla pagina e quindi le stabilirà autonomamente in base ad altri parametri. Questa soluzione è da preferire quando la pagina è ricca di user-generated content sul quale ovviamente non abbiamo controllo e non possiamo decidere a priori quali saranno le key dominanti. Un buon esempio può essere la pagina di un forum, o una pagina guestbook (il blog è un discorso leggermente a parte, in quanto inizialmente ha soltanto il contenuto che noi abbiamo scritto).
In definitiva possiamo dire che il tag keywords è uno strumento per indirizzare il motore verso le nostre parole chiave senza lasciargli la massima libertà di stabilirle.
Togliamo subito di mezzo i tag H1 (H2, H3,…) e il tag Title [ne parlano tutti]: sono le parti più importanti della pagina, seguiti dal tag Strong o B (il grassetto per capirci) prima di tutto per i visitatori. Sono quelle su cui cade l’occhio e devono lanciare il nostro messaggio prima di tutto, senza mai dimenticare che obbligatoriamente devono contenere la nostra keyword.
Ora torniamo al tag keywords, vediamo quale deve essere il suo valore e come deve essere supportato dai contenuti della pagina.
Molti seo-extreme ritengono che la cosa migliore sia mettere una sola keyword nell’apposito tag, mentre altri preferiscono inserirne 4-5. Io personalmente mi trovo nel mezzo e preferisco inserirne 2-3:
- la prima keyword è la dominante, quella per cui voglio che esca la mia pagina sui motori
- la seconda e la terza possono essere “di scorta” quindi più specifiche, oppure generiche volte a rafforzare la keyword generale del sito
Non ho ancora fatto esperimenti per capire quale utilizzo delle keyword “secondarie” rende meglio, ma si comportano bene in tutti e due i casi.
Detto questo, è importante dare peso a questo valore tramite i contenuti della pagina: parliamo di keywords density, keywords prominence, keywords proximity e keywords stuffing.
Premessa
Evitiamo di fregare i motori. In molti casi loro sono decisamente più intelligenti di noi e dei nostri trucchetti, quindi pensiamo per prima cosa a creare un contenuto utile per chi legge, e in un secondo momento pensiamo al SEO (i più bravi riescono a fare le due cose contemporaneamente
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;Keywords Density
Non è altro che il conteggio di una parola chiave rispetto alle parole di una pagina: una pagina di 100 parole di cui 5 sono la nostra keyword, ha una density del 5%. Di questo valore quasi sicuramente fanno parte anche gli attributi ALT e TITLE di immagini e links, oltre che (in maniera molto più pacata) commenti html e altre parti di codice descrittive.
Keywords Prominence
Strano modo di misurare l’importanza di una pagina, a mio avviso. Misura quanto la parola chiave sia vicina all’inizio della pagina. Io credo che questo determini un uso di tecniche di SEO artificiale, in quanto è innaturale spalmare tutte le keywords all’inizio di una pagina, al contrario è più umano sparpagliarle nei contenuti con naturalezza.
Keywords Proximity
Misura quanto le parole chiave siano vicine tra loro. Stesso discorso fatto per la prominence, fare un mucchio di keywords non è utile né per i motori, né per i lettori. Da evitare!
Keywords Stuffing
E’ un sistema utilizzato dai motori di ricerca per proteggersi da sistemi artificiali di SEO; si dice “keywords stuffing” quando una pagina è piena zeppa di parole chiave in maniera oltremodo spinta. Per ovvi motivi non è perfettamente chiaro quale sia il limite per stabilire quando nella pagina sia presente dello stuffing, ma è certo che valori troppo alti dei tre parametri di cui sopra sono una sirena d’allarme. C’è chi dice che una density oltre il 5-6% sia considerata stuffing, ma personalmente credo che anche un 1% con una proximity al 100% sia decisamente dannosa, quindi il consiglio è sempre di scrivere le pagine in maniera naturale ed integrare quando necessario.
Le teorie su come utilizzare artificialmente questi valori si sprecano: il mio consiglio spassionato è di mettere sempre il visitatore al primo posto. Sia perché è lui che determina il successo di una pagina, sia perché anche i motori vogliono che la tua pagina sia il migliore possibile per chi la visita.
Scordiamo le tecniche black-hat e leggende varie perché anche se la tua pagina sarà al primo posto nei motori di ricerca, non è detto che essa abbia successo, al contrario una pagina interessante, ricca, ben scritta (per noi umani) nel lungo periodo sarà sicuramente più quotata.