Per l’ennesima volta stamattina in TV ho sentito il moralista di turno dire che chi evade le tasse è un ladro, non un eroe.
Io non la vedo così. Non è certo un segreto come la penso su governo, partiti politici, servizi al cittadino e alle imprese e pressione fiscale.
Ma prima di parlare…

Diamo i numeri.

La ricerca di mercato più recente che sono riuscito ad individuare è la ricerca 2007-068tf, realizzata nel 2007 da Format S.r.l. per CONFCOMMERCIO e presentata nel mese di maggio.
Si tratta di un sondaggio telefonico su come è percepita la pressione fiscale da un campione rappresentativo della sola popolazione attiva dei contribuenti italiani (lavoratori dipendenti e liberi professionisti) di 1450 casi, ma con 387 interviste cadute e un tasso di rifiuto del 21,06%, un tasso decisamente alto.

L’indagine è stata svolta seguendo il codice deontologico ESOMAR.
E qui cito l’indagine stessa, almeno per la parte che ci intressa:
“Gli effetti prodotti dall’ultima Finanziaria sul peso del prelievo fiscale ed i soggetti ai quali è attribuibile la responsabilità del maggior prelievo – Il 74,1% degli italiani “attivi” ritiene che l’ultima Legge Finanziaria abbia aumentato il peso della pressione fiscale e contributiva in Italia, contro il 25,9% che ritiene al contrario che la Legge lo abbia diminuito.
Prevalgono, sia pure in linea tendenziale, tra coloro che ritengono che la Finanziaria abbia aumentato il peso della pressione fiscale i lavoratori del settore pubblico, i lavoratori autonomi, le famiglie, i residenti nelle regioni del Nord ovest e nelle regioni del Centro Italia. Prevalgono tra coloro che ritengono che la Finanziaria abbia diminuito la pressione fiscale i lavoratori dipendenti del settore privato, coloro che vivono da soli, e coloro che risiedono nelle regioni del Meridione, ed in parte, anche nelle regioni del Nord est.
Il peso del maggior prelievo è attribuibile in primo luogo allo Stato (75,4% dei rispondenti), in secondo luogo agli enti locali (40,1%) ed infine agli enti previdenziali (20,3%). Tra coloro che attribuiscono il peso del maggior prelievo agli enti locali (comuni, province, regioni) prevalgono i lavoratori autonomi, ed residenti nelle regioni del Nord est e del Centro Italia.
Il giudizio degli italiani sulla qualità dei servizi erogati dalla pubblica amministrazione in rapporto al prelievo fiscale e contributivo è risultato piuttosto netto. I servizi meno efficienti sono risultati la giustizia (appena il 7,1% giudica la qualità del servizio buona o ottima), gli uffici amministrativi dello Stato (giudicati efficienti dal 10,3%), la previdenza (13,2%). I servizi giudicati meno inefficienti, in rapporto al prelievo fiscale e contributivo, sono risultati la scuola (il 29,5% degli italiani giudicano il servizio buono o ottimo), la sanità (il 26,3% di italiani la giudicano buona o ottima), e l’ordine pubblico (il 24,0% giudicano il servizio come buono o ottimo).
La qualità dei servizi con riferimento all’ordine pubblico viene giudicata buona in prevalenza nelle regioni del Nord e del Centro Italia, mentre del tutto insufficiente viene giudicata la qualità di tale servizio nel Meridione. La qualità dei servizi con riferimento alla scuola e agli uffici amministrativi degli enti locali (comuni, province, regioni) viene giudicata buona o ottima in prevalenza nelle regioni del Nord Italia, mentre in quelle del Centro Italia e del Meridione sono state rilevate vaste aree di insoddisfazione. Per quanto concerne la qualità di tutti gli altri servizi è stata rilevata una sostanziale insoddisfazione in tutte le regioni del paese, fatta eccezione per quelle dell’Italia Nord est.
Un terzo circa degli italiani “attivi” ritiene di utilizzare per pagare tasse e contributi una percentuale del proprio reddito compresa tra il 30 ed il 40% circa. Quasi un quarto degli italiani ha una percezione della percentuale del proprio reddito destinata al pagamento di tasse e contributi compresa tra il 40% ed il 50%.
I tributi che incidono maggiormente sul proprio reddito e quelli ritenuti più ingiusti – I tributi che incidono maggiormente sul reddito degli italiani sono risultati, in ordine di importanza, l’IRPEF, i contributi previdenziali, l’ICI, l’IVA, le tasse sullo smaltimento dei rifiuti.

Nel dare un giudizio sui tributi che ritengono giusti o ingiusti gli italiani tendono a non considerare l’entità del prelievo, ossia i tributi che richiedono una parte anche consistente del reddito per essere pagati non sono necessariamente anche quelli ritenuti più ingiusti. L’IRPEF è ritenuto il tributo più oneroso da pagare dal 41,1% degli italiani, ma soltanto il 29,9% lo ritiene ingiusto. I contributi previdenziali sono ritenuti i contributi più onerosi da pagare dal 31,7% degli italiani, ma soltanto il 13,9% li ritiene ingiusti.
I prelievi ritenuti più ingiusti in assoluto sono risultati l’ICI, l’IVA, l’imposta sullo smaltimento dei rifiuti, e le imposte di fabbricazione. L’ICI è ritenuto ingiusto dal 57,3% degli italiani, l’IVA è ritenuta ingiusta dal 43,1% degli italiani, le imposte di fabbricazione sono ritenute ingiuste dal 32,4% e le imposte sullo smaltimento dei rifiuti sono ritenute ingiuste dal 30,3% degli italiani. E’ utile sottolineare che il peso dell’ICI (il prelievo ritenuto più ingiusto in assoluto) sul proprio reddito viene avvertito in particolare dalle famiglie con un alto numero di componenti nel nucleo famigliare, residenti in prevalenza nelle regioni d’Italia del Nord ovest e del Meridione.“
Di fronte ad una tale evidenza, quando si vede chiaramente come lo stato sottragga ai cittadini una percentuale del reddito che va dal 30 al 50% (ma la percentuale è ancora maggiore per gli imprenditori, che devono aggiungere a questi dati la tassazione delle aziende) in cambio di servizi pessimi, male gestiti e peggio svolti, per me la conclusione è ovvia.

Chi evade le tasse in Italia lo fa per legittima difesa, Lo stato fa la parte dell sceriffo di Nottingham, e il cittadino quella di Robin Hood.
Certo, questa è un’analisi semplicistica e di parte, ma un carico fiscale di questa entità a fronte di poco o niente mi porta ad una conclusione scontata: metà dal nostro lavoro è destinata a mantenere un apparato inefficiente e una classe politica inetta, di qualsiasi parte sia.