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AAA creatives
AAA Alex Badalic
Comunicazione Non Convenzionale
Unconventional Communications
Considerazioni a ruota (quasi) libera di un copywriter e strategic planner un po' SEO su marketing, pubblicità, social media, SEM/SEO, Web, creatività e pensiero laterale

 

Saturday, January 31, 2009

VIRAL MARKETING #01

 

Today I prepared a presentation on viral marketing for a client, so I thought i’ll publish it here for all of you folks. Unfortunately the length won’t allow mee to post the whole thing at once so stay tuned, there’s more coming. ;)

 

Viral Marketing

Viral Marketing How To’s

Viral marketing is a communications process to spread a message trough induced buzz that has found the optimal medium on the Internet

A viral marketing campaign normally requires to create one or more custom sites to last only for the time of the campaign itself (unless you want to use them for a longer period) that are different from the company’s main site, and that will display a differnt message almost always after the campaign’s end.

The first step is to build a strong Web positioning for the site using the proper meta tags and keywords inside your pages. Fully dynamic pages built in Adobe Flash or using scripting tools (ASP, PHP, etc.) are to be avoided. Both technologies are welcome if embedded inside of HTML pages. This must be done differently on each of the site’s page (30% importance).

The second step is to obtain as many possible links from other sites to ours. You can use directories and press release sites too, as long as the allow a “do follow” for the links. And remember to change each post, otherwise search engines may think they are dupes and will penalize your site instead of promoting it (40% importance).

The site can be supported by one or more minisites (one or two pages long) using different content from the main site. Generally minisites contain videos, an advergame, or even press releases or landing pages leading to the main site. Minisites are more helpful if they are third level domaind of the main site (30% importance).

Using the proper mix of the above factors will bring your site on the first page of search engines in a very short time.

once the the site si set upo and ready to use, you can switch to the viral phase, using two kind of channels, self managed ones and spontaneous ones.

Self managed channels are the ones that are straight under the seeder’s control, like paying ones (institutional pages, banners, etc.). Spontaneous one are free (social networks, on theme forums, on theme blogs). You must find out the most suitable ones to build your mix. Purpose is to produce and diffuse a message that other people will want to make their own and diffuse further..

And now, ladies and gents, a little lecture on viral marketing:

 


Saturday, January 31, 2009

MARKETING VIRALE #01

 

Oggi ho preparato una presentazione sul marketing virale per un cliente. Credo di fare una cosa gradita a tutti pubblicandola qui. Purtroppo la lunghezza non mi consente di inserirla tutta in una volta. Restate sintonizzati, il resto seguirà a breve, in diverse puntate. ;)

 

Viral Marketing

Marketing virale: il procedimento

Il marketing virale è un processo di comunicazione che ha lo scopo di diffondere un messaggio attraverso il passaparola indotto e che trova la sua diffusione ottimale su Internet

Un’operazione di marketing virale, o viral marketing, comporta solitamente la creazione di uno o più siti ad hoc con una durata nel tempo limitata al periodo dell’operazione (a meno che non si voglia farne un uso prolungato) alternativo a quello del sito istituzionale dell’azienda, che deve deve quasi sempre essere modificato dopo la fase iniziale.

Innanzitutto è necessario costruire un forte posizionamento per il sito, usando meta tag e keyword ad hoc inserite nelle pagine. Sono da evitare le pagine completamente dinamiche in Adobe Flash o che usino strumenti di scripting (ASP, PHP, ecc.). Entrambe le tecnologie sono accettabilissime, invece, se usate “embedded” (inserite) all’interno di pagine in HTML. Il lavoro va fatto e diversificato per ciascuna pagina del sito (30% del peso).

Il secondo fattore per ottenere un posizionamento forte è dato dai link di altri siti verso il nostro. Il sito può essere valorizzato anche inserendolo in directory e siti di comunicati stampa selezionati che permettano un link diretto al nostro. Si tratta complessivamente di una cinquantina di siti. Ogni inserimento deve necessariamente essere diverso dagli altri, altrimenti viene ritenuto una duplicazione da parte dei motori di ricerca, fattore che causerebbe una penalizzazione in termini di visibilità (40% del peso).

Il sito può essere supportato da una serie di minisiti (una o due pagine al massimo) con contenuti alternativi a quelli del sito in questione. Generalmente i siti simili contengono un advergame o un video, o ancora informazioni generiche sotto forma di comunicati stampa. I minisiti sono più efficaci se sono domini di terzo livello del sito principale (30% del peso).

L’unione di questi tre fattori fa sì che il sito arrivi in prima pagina in tempi estremamente brevi.

Costruito il sito principale, si può passare alla fase virale vera e propria. Questa usa due tipi mezzi: quelli autogestiti e quelli spontanei.

I mezzi autogestiti sono quelli che sono direttamente sotto il controllo del seeder, a pagamento (pagine istituzionali, banner, ecc.) e quelli spontanei (reti sociali, forum a tema, blog a tema). Vanno individuati i più idonei e va costruito il mix. Lo scopo è di produrre un messaggio che dovrà essere ripreso da alti e fatto circolare da parte di persone estranee all’organizzazione.

Ed ora, una breve conferenza (in inglese) sul marketing virale:

 


Tuesday, January 27, 2009

ALEX, IL GIURATO

 

Dario Flaccovio Editore

Su Facebook sono in contatto con una casa editrice di Palermo, la Dario Flaccovio Editore, che ha scelto per la sua promozione proprio il social media marketing. La strategia si basa soprattutto sul creare eventi a tutto spiano in modo da ottenere la massima visibilità.

E l’ultimo di questi eventi mi vede come… Membro della giuria.

 

Ah, l’amore, questo folle sentimento…

Ah, l’amore,
questo folle sentimento…

CONCORSO LETTERARIO

Esiste un sentimento più folle dell’amore? Noi della Dario Flaccovio Editore pensiamo di no. Tra poche settimane sarà San Valentino, la festa degli innamorati, e per l’occasione abbiamo deciso di bandire un concorso letterario a tema. Cerchiamo una storia d’amore commovente e non banale, semplice ma intensa. Vogliamo che il nostro cuore batta col tuo, vogliamo innamorarci della tua visione dell’amore! Amore con la A maiuscola, amore in tutte le forme, nel rispetto degli altri e di se stessi. Non si tratta solo di un concorso sull’amore, ma è anche un modo per mettere in luce le capacità di scrittura di autori esordienti.
Inviaci la tua storia d’amore, la più bella sarà eletta il 14 febbraio e all’autore innamorato andranno 3 romanzi di Dario Flaccovio Editore: “Quello che veramente ami” di Riccardo Arena, “Incontro a Daunanda” di Giancarlo Narciso e “Bambole perdute” di Renzo Saffi. (puoi dare un’occhiata ai premi tramite i link in basso)
Apri il tuo cuore, condividi con noi le tue emozioni e parlaci del tuo modo di vedere questo folle, folle sentimento!

Regolamento del concorso:

Il racconto, in lingua italiana, non dovrà superare le 3000 battute.
L’autore, nello spazio “argomento di discussione”, deve scrivere il titolo del racconto.
I partecipanti dovranno pubblicare il proprio racconto nell’Area discussioni del gruppo, in modo che tutti lo possano leggere, apprezzare e commentare. I racconti, inediti, saranno pubblicati entro e non oltre il 10 febbraio 2009.
Tra tutti i racconti pervenuti in tempo utile, la giuria composta da Riccardo Arena, Renzo Saffi, Marcello Alessandra, Cristina Zagaria, Alli Traina e Alex Badalic (e in fase di formazione), a suo insindacabile giudizio, sceglierà il vincitore e segnalerà il primo classificato.
I partecipanti al concorso rinunciano, contestualmente all’invio dei racconti, a qualsiasi titolo di riconoscimento dei diritti di autore.
Il curatore del gruppo si riserva la facoltà di eliminare eventuali testi offensivi, a sfondo sessista o razziale.
Perché l’amore è di ogni colore, non ha partito ed è patrimonio dell’umanità!

Dario Flaccovio Editore

Un concorso letterario, è una cosa decisamente insolita per me. L’ultima volta che ho fatto parte di una giuria risale ad eoni ed eoni fa, e certo non era un’occasione così colta. Posso confessarlo? La cosa stuzzica il mio ego.

Ma lasciamo perdere il pubblicitario intortato, vittima volontaria di una promozione non tanto insolita se non per lo spazio scelto e vediamo i racconti stessi.

Non vi aspetterete certo che io esprima opinioni in questa fase. Giudicate voi stessi. Potete leggerli tutti in bacheca e farvi un’opinione vostra.

Alex Badalic

 


Tuesday, January 13, 2009

BURGER KING, IS IT A FLOP?

 

BURGER KING

Registered on November 3, 2008 for Burger King Brands, Inc. and modified on January, 11, the site has made until now over 41,000 impressions on Google, almost 11,000 relating to blogs.

 

BIG WHOPPER

WHOPPER SACRIFICE

It’s a Facebook application that, in exchange of the removal di 10 “friends” gives you a voucher for a Whopper, the bestseller of the American chain. The promotion is only for the US market.

Considering how important the company is, and that the site is alraedy online since over two months, I wouldn’t call it much of a success. The Facebook groups referring to it are only 11, and all have very few members.

The most surprising thing is that a good deal of the Facebook groups dealing with the promotion are Europan, while Burger King’s offer is only for America.

Ad yes, while I was writing there notes users were 215,198, according to the online counter.

Readers can judge by themselves.

 


Tuesday, January 13, 2009

UN FLOP PER BURGER KING?

 

BURGER KING

Registrato il 3 novembre 2008 e modificato l’11 gennaio, a nome di Burger King Brands, Inc., il sito ha finora ottenuto oltre 41.000 impressions su Google, delle quali 417 in italiano e 217 da siti italiani. Tra queste, quasi 11.000 provengono da blog, ma solo 29 da blog italiani.

 

BIG WHOPPER

WHOPPER SACRIFICE

Si tratta di una applicazione di Facebook che, in cambio della rimozione di 10 “amici” dà diritto ad un buono per un Whopper, il panino più gettonato della catena americana. La promozione è riservata al solo mercato USA.

Considerando l’importanza dell’azienda e gli ormai due mesi e passa che il sito è online, non lo definirerei un gran successo. I gruppi Facebook che vi si riferiscono son solo 11, e tutti piuttosto scarsi ad aderenti.

Io stesso non lo avrei saputo se non fosse stato per questo post su ZEUS NEWS, un canale di solito poco disponibile al buzz.

La cosa più sorprendente p che i gruppi Facebook che ne parlano sono in grossa maggioranza europei, un’area non toccata dall promozione di Burger King, riservata al mercato americano.

Ah si, secondo il sito, al momento di scrivere questo post le cancellazioni erano 2143.198.

Ai lettori le valutazione del caso.

 


Monday, January 12, 2009

APPUNTI SEO #5

 

Parliamo un po’ di Google AdWords.

Google AdWords

Google AdWords è un noto servizio che ci consente di fare pubblicità al nostro sito, pagando una tariffa per ogni visitatore che fa click sugli annunci. Tale tariffa è abbastanza variabile e può essere di 0,15€ come di 2,50€. AdWords fondamentalmente può essere usato in due modi: per generare traffico targhetizzato verso il sito o per fare brand popularity.

Oggi voglio parlare della generazione di traffico targhetizzato tramite AdWords.

Voglio quindi catturare solo i visitatori che sono veramete interessati ai contenuti che presento nel mio sito; questo tipo di visitatori raggiungerà più facilmente i miei obbiettivi (compilazione di un form, iscrizione alla newsletter, acquisto di un prodotto) garantendomi un investimento più redditizio.

Il processo che va dall’entrata dell’utente sul sito al raggiungimento dell’obbiettivo si chiama conversione. Un visitatore effettua una conversione ogni qual volta compila un form o aqcuista un prodotto dal nostro sito.

 

Google AdWords

10 regole per usare
efficacemente Google AdWords

  1. Crea campagne specifiche per ogni obbiettivo che vuoi raggiungere
  2. Crea almeno due gruppi di annunci completamente diversi e controlla quale converte meglio dopo almeno 48 ore
  3. In ogni gruppo di annunci crea varianti simili dell’annuncio e utilizza la rotazione ottimizzata di Google AdWords
  4. Scrivi annunci molto diretti: inserisci anche i prezzi, se sono più bassi della concorrenza
  5. Per ogni gruppo di annunci utilizza parole chiave estremamente specifiche ed utilizza i vari tipi di corrispendenze
  6. Inseriscile le parole chiave al singolare, al plurale e in tutte le loro varianti grammaticali
  7. Regola i CPC in modo da avere una posizione media soddisfacente ma non necessariamente troppo alta
  8. Alza i budget della campagna/gruppo di annunci che converte meglio
  9. La pagina di destinazione deve essere esattamente pertinente con il testo dell’annuncio e le parole chiave usate
  10. Il raggiungimento dell’obbiettivo deve essere più vicino possibile alla pagina di destinazione

    …e…

  11. Se non hai tempo per acquisire l’esperienza necessaria, affidati ad un esperto che è sinonimo di garanzia di risultati. Chi espone un logo Google Advertising Professional è solitamente una persona competente ma la competenza si misura sul campo!

Alla prossima, dove vedremo come creare una Squeeze Page.

 


Thursday, January 8, 2009

WE WANT IT!

 

Spoonch

I WANT MY CELLPHONE
BILL TO BE SPOONCH

Imagine to gather 50,000 friends and to demand a mobile telephony promotion that’s really “Spoonch“, a promotion that really shows plain and simple in our monthly bill…

How would your “Spoonchpromotion be?
Could we find some operator to offer it?

There has to be plenty of us to be heard.
JOINT THE EXPERIMENT WITH YOUR FRIEDS AND….
LET?S OBTAIN IT. OR NOT?

All can happen, all is possible… ;)

+j”

 

It’s the invitation to a new group, YO TAMBIÉN QUIERO QUE LA FACTURA DE MI MÓVIL SEA SPOONCH, I received this morning from Joan Jimenez (2,200+ contacts on Facebook, and other 2.700+ more on his group SPOONCH!! and several other groups he created).

The question that comes to my mind is if Joan already has a client for whom he is doing some social media marketing or if it’s an attempt of his own to create a lobby.

What do you reckon?

 


Thursday, January 8, 2009

LO VOGLIAMO!

 

Spoonch

IO PURE VOGLIO CHE LA FATTURA
DEL MIO CELLULARE SIA SPOONCH

Immagina che ci si riunisca in 50.000 amici e che si pretenda una promozione di telefonia mobile davvero “Spoonch”, una promozione che possiamo realmente vedersi riflettere nella nostra bolletta…

Come sarebbe la tua promozioneSpoonch“?
Otterremmo che qualche operatore ce la offra?

Quello che ci serve è di essere in molti per farci ascoltare.
PARTECIPA ALL’ESPERIMENTO CON I TUOI AMICI E…
OTTENIAMOLA. O NO?

Tutto può succedere, tutto è possibile… ;)

+j”

 

Questo è l’invito ad un nuovo gruppo, YO TAMBIÉN QUIERO QUE LA FACTURA DE MI MÓVIL SEA SPOONCH, che mi ha inviato stamattina Joan Jimenez (2.200 e passa contatti su Facebook, con altri 2.700 sul suo gruppo SPOONCH!! e creatore di altri gruppi ancora).

La domanda che mi pongo io è se Joan abbia già un cliente per il quale sta facendo del social media marketing o se sia un suo tentativo personale di create una lobby.

Voi che ne dite?

 


Saturday, January 3, 2009

ROBIN HOOD

 

Per l’ennesima volta stamattina in TV ho sentito il moralista di turno dire che chi evade le tasse è un ladro, non un eroe.

Io non la vedo così. Non è certo un segreto come la penso su governo, partiti politici, servizi al cittadino e alle imprese e pressione fiscale.

Ma prima di parlare…

 

Tasse

Diamo i numeri.

 

CONFCOMMERCIO

La ricerca di mercato più recente che sono riuscito ad individuare è la ricerca 2007-068tf, realizzata nel 2007 da Format S.r.l. per CONFCOMMERCIO e presentata nel mese di maggio.

Si tratta di un sondaggio telefonico su come è percepita la pressione fiscale da un campione rappresentativo della sola popolazione attiva dei contribuenti italiani (lavoratori dipendenti e liberi professionisti) di 1450 casi, ma con 387 interviste cadute e un tasso di rifiuto del 21,06%, un tasso decisamente alto.

 

ESOMAR

L’indagine è stata svolta seguendo il codice deontologico ESOMAR.

E qui cito l’indagine stessa, almeno per la parte che ci intressa:

Gli effetti prodotti dall’ultima Finanziaria sul peso del prelievo fiscale ed i soggetti ai quali è attribuibile la responsabilità del maggior prelievo – Il 74,1% degli italiani “attivi” ritiene che l’ultima Legge Finanziaria abbia aumentato il peso della pressione fiscale e contributiva in Italia, contro il 25,9% che ritiene al contrario che la Legge lo abbia diminuito.

Prevalgono, sia pure in linea tendenziale, tra coloro che ritengono che la Finanziaria abbia aumentato il peso della pressione fiscale i lavoratori del settore pubblico, i lavoratori autonomi, le famiglie, i residenti nelle regioni del Nord ovest e nelle regioni del Centro Italia. Prevalgono tra coloro che ritengono che la Finanziaria abbia diminuito la pressione fiscale i lavoratori dipendenti del settore privato, coloro che vivono da soli, e coloro che risiedono nelle regioni del Meridione, ed in parte, anche nelle regioni del Nord est.

Il peso del maggior prelievo è attribuibile in primo luogo allo Stato (75,4% dei rispondenti), in secondo luogo agli enti locali (40,1%) ed infine agli enti previdenziali (20,3%). Tra coloro che attribuiscono il peso del maggior prelievo agli enti locali (comuni, province, regioni) prevalgono i lavoratori autonomi, ed residenti nelle regioni del Nord est e del Centro Italia.

   

Il giudizio degli italiani sulla qualità dei servizi erogati dalla pubblica amministrazione in rapporto al prelievo fiscale e contributivo è risultato piuttosto netto. I servizi meno efficienti sono risultati la giustizia (appena il 7,1% giudica la qualità del servizio buona o ottima), gli uffici amministrativi dello Stato (giudicati efficienti dal 10,3%), la previdenza (13,2%). I servizi giudicati meno inefficienti, in rapporto al prelievo fiscale e contributivo, sono risultati la scuola (il 29,5% degli italiani giudicano il servizio buono o ottimo), la sanità (il 26,3% di italiani la giudicano buona o ottima), e l’ordine pubblico (il 24,0% giudicano il servizio come buono o ottimo).

La qualità dei servizi con riferimento all’ordine pubblico viene giudicata buona in prevalenza nelle regioni del Nord e del Centro Italia, mentre del tutto insufficiente viene giudicata la qualità di tale servizio nel Meridione. La qualità dei servizi con riferimento alla scuola e agli uffici amministrativi degli enti locali (comuni, province, regioni) viene giudicata buona o ottima in prevalenza nelle regioni del Nord Italia, mentre in quelle del Centro Italia e del Meridione sono state rilevate vaste aree di insoddisfazione. Per quanto concerne la qualità di tutti gli altri servizi è stata rilevata una sostanziale insoddisfazione in tutte le regioni del paese, fatta eccezione per quelle dell’Italia Nord est.

Un terzo circa degli italiani “attivi” ritiene di utilizzare per pagare tasse e contributi una percentuale del proprio reddito compresa tra il 30 ed il 40% circa. Quasi un quarto degli italiani ha una percezione della percentuale del proprio reddito destinata al pagamento di tasse e contributi compresa tra il 40% ed il 50%.

I tributi che incidono maggiormente sul proprio reddito e quelli ritenuti più ingiusti – I tributi che incidono maggiormente sul reddito degli italiani sono risultati, in ordine di importanza, l’IRPEF, i contributi previdenziali, l’ICI, l’IVA, le tasse sullo smaltimento dei rifiuti.

 

Tasse

Nel dare un giudizio sui tributi che ritengono giusti o ingiusti gli italiani tendono a non considerare l’entità del prelievo, ossia i tributi che richiedono una parte anche consistente del reddito per essere pagati non sono necessariamente anche quelli ritenuti più ingiusti. L’IRPEF è ritenuto il tributo più oneroso da pagare dal 41,1% degli italiani, ma soltanto il 29,9% lo ritiene ingiusto. I contributi previdenziali sono ritenuti i contributi più onerosi da pagare dal 31,7% degli italiani, ma soltanto il 13,9% li ritiene ingiusti.

I prelievi ritenuti più ingiusti in assoluto sono risultati l’ICI, l’IVA, l’imposta sullo smaltimento dei rifiuti, e le imposte di fabbricazione. L’ICI è ritenuto ingiusto dal 57,3% degli italiani, l’IVA è ritenuta ingiusta dal 43,1% degli italiani, le imposte di fabbricazione sono ritenute ingiuste dal 32,4% e le imposte sullo smaltimento dei rifiuti sono ritenute ingiuste dal 30,3% degli italiani.  E’ utile sottolineare che il peso dell’ICI (il prelievo ritenuto più ingiusto in assoluto) sul proprio reddito viene avvertito in particolare dalle famiglie con un alto numero di componenti nel nucleo famigliare, residenti in prevalenza nelle regioni d’Italia del Nord ovest e del Meridione.

Di fronte ad una tale evidenza, quando si vede chiaramente come lo stato sottragga ai cittadini una percentuale del reddito che va dal 30 al 50% (ma la percentuale è ancora maggiore per gli imprenditori, che devono aggiungere a questi dati la tassazione delle aziende) in cambio di servizi pessimi, male gestiti e peggio svolti, per me la conclusione è ovvia.

 

Robin Hood

Chi evade le tasse in Italia lo fa per legittima difesa, Lo stato fa la parte dell sceriffo di Nottingham, e il cittadino quella di Robin Hood.

Certo, questa è un’analisi semplicistica e di parte, ma un carico fiscale di questa entità a fronte di poco o niente mi porta ad una conclusione scontata: metà dal nostro lavoro è destinata a mantenere un apparato inefficiente e una classe politica inetta, di qualsiasi parte sia.