Oggi ho preparato una presentazione sul marketing virale per un cliente. Credo di fare una cosa gradita a tutti pubblicandola qui. Purtroppo la lunghezza non mi consente di inserirla tutta in una volta. Restate sintonizzati, il resto seguirà a breve, in diverse puntate.

Marketing virale: il procedimento
Il marketing virale è un processo di comunicazione che ha lo scopo di diffondere un messaggio attraverso il passaparola indotto e che trova la sua diffusione ottimale su Internet
Un’operazione di marketing virale, o viral marketing, comporta solitamente la creazione di uno o più siti ad hoc con una durata nel tempo limitata al periodo dell’operazione (a meno che non si voglia farne un uso prolungato) alternativo a quello del sito istituzionale dell’azienda, che deve deve quasi sempre essere modificato dopo la fase iniziale.
Innanzitutto è necessario costruire un forte posizionamento per il sito, usando meta tag e keyword ad hoc inserite nelle pagine. Sono da evitare le pagine completamente dinamiche in Adobe Flash o che usino strumenti di scripting (ASP, PHP, ecc.). Entrambe le tecnologie sono accettabilissime, invece, se usate “embedded” (inserite) all’interno di pagine in HTML. Il lavoro va fatto e diversificato per ciascuna pagina del sito (30% del peso).
Il secondo fattore per ottenere un posizionamento forte è dato dai link di altri siti verso il nostro. Il sito può essere valorizzato anche inserendolo in directory e siti di comunicati stampa selezionati che permettano un link diretto al nostro. Si tratta complessivamente di una cinquantina di siti. Ogni inserimento deve necessariamente essere diverso dagli altri, altrimenti viene ritenuto una duplicazione da parte dei motori di ricerca, fattore che causerebbe una penalizzazione in termini di visibilità (40% del peso).
Il sito può essere supportato da una serie di minisiti (una o due pagine al massimo) con contenuti alternativi a quelli del sito in questione. Generalmente i siti simili contengono un advergame o un video, o ancora informazioni generiche sotto forma di comunicati stampa. I minisiti sono più efficaci se sono domini di terzo livello del sito principale (30% del peso).
L’unione di questi tre fattori fa sì che il sito arrivi in prima pagina in tempi estremamente brevi.
Costruito il sito principale, si può passare alla fase virale vera e propria. Questa usa due tipi mezzi: quelli autogestiti e quelli spontanei.
I mezzi autogestiti sono quelli che sono direttamente sotto il controllo del seeder, a pagamento (pagine istituzionali, banner, ecc.) e quelli spontanei (reti sociali, forum a tema, blog a tema). Vanno individuati i più idonei e va costruito il mix. Lo scopo è di produrre un messaggio che dovrà essere ripreso da alti e fatto circolare da parte di persone estranee all’organizzazione.
Ed ora, una breve conferenza (in inglese) sul marketing virale:





















