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AAA creatives
AAA Alex Badalic
Comunicazione Non Convenzionale
Unconventional Communications
Considerazioni a ruota (quasi) libera di un copywriter e strategic planner un po' SEO su marketing, pubblicità, social media, SEM/SEO, Web, creatività e pensiero laterale

 

Wednesday, August 19, 2009

SELF MADE MARKETING? NO THANKS!

 

It’s pretty hard to invent anything new. Much more often it’s old models that are adapted to new circumstances. Commercial practices make no difference.

 

Marketing

Marketing?

I won’t bother you with the usual definitions, I’d rather give you my own:

The best way to sell a good, a product, a service for the maximum profit to the larger amount of people.

But…

There are always buts. In my own case, I don’t present myself as a marketing specialist (if even I know a bit of it), but rather as an expert in communication strategies and in contents. So I really don’t give a damn if your product, your blog, your site has problems, and I won’t tell you no stories about that.

I always gave friends a hand (after all my visibility comes straight out of many collaborations), but that’s favors, not my mission. That one is to supply the best possible quality professional services to the ones who pay me.

And I don’t accept every possible client. I want my job to satisfy me.

So, the introduction to talk about about a way of making business that, thanks to companies such as AVON or Herbalife has become widely known and very successful.

As I’m no lady, chance was that my contacts with cosmetics companies weren’t very frequent, but when my own doctor tried to to convince me to sell dietary products, I stared to feel something was wrong, very wrong.

As a matter of fact, here’s to you…

 

Multilevel marketing

Multilevel marketing

Promising that anyone can make money, even individuals, by selling something to people they know. That’s a principle that has always been used by the ones that sell encyclopaedias. They hire greedy youngsters on provision basis to sell knowledge to an aunt, their grandfather and, let’s not forget them, mom and dad.

But things never are as easy as they seem. Once they run out of relatives, these guys don’t know whom else to sell to, ad they usually leave, often not even reaching the minimum budget they need to get paid complete commissions.

New companies in that field, however, have solved even that problem: you pay cash at delivery, and the profits you make are your own.

However that’s no difference. Buyers are still the ones you know, and to find other ones is whole other story.

The law of large numbers

States that in stable conditions chances to obtain relevant results are inversely proportional to the number of tries, ie the more you try, the less you achieve.

indeed, one of the major assets is how good the salesperson is (and that’s a though job, believe me), but I definitely have a hard time imagining any pro wasting it’s tie on such things, unless it’s for a joke.

So, after a couple of sales, amateurs vanish, leaving all profits to top of the pyramid organizers who don’t have to share with anyone.

Multilevel marketing is also often called pyramid marketing because of the sales networks structure, where a single boss manages all the network’s traffic and makes a profit out of every penny anyone under him does, often in cash an tax exempt..

As an opposition to such game we have…

 

Relationship marketing

Relationship marketing

That being the network of all the useful people a person establishes between all his connections. A crowd of relationships and collaborations one builds up in time and that finally becomes a part of his capital, just like clients of a public premise are.

So excuse me if here i take myself again as an example. You can simply look on my feed’s icon to see how many people subscribe to this blog, these being established readers.

Also my contacts on different social media marketing platforms are quite obvious, and my results on search engines are too.

this is because in the three years iI spent on the Internet, for one reason or the other I gained credibility.

That’s why the ones who read me thing I’m skilled and interesting. Hey, thanks to all of you! :)

And, as we said a while ago, I’m dealing with
marketing and communications, telling others how products and services should be marketed and advertised (and sometimes , apart talking about it, I even do it for real) .

So, what people expects from me are ideas, solutions, benchmarks and shortcuts on such items, even over background noise, bad examples, and the misleading arrogance of many.

And the more I go on, the more people will follow, making me, as long as I will still be able to make goog judgements even more credible. To most people’s eyes, the magnet in the last image.

But if I failed even once too obviously….

 


Wednesday, August 19, 2009

L’OCCASIONE SPRECATA

 

Durex O

  • Agenzia: McCann Erickson
  • Cliente: Durex
  • Prodotto: “O”
  • Direzione creativa: Federica Ariagno
  • Art director Matteo Civaschi
  • Copywriter: Gianmarco Milesi
  • Fotografia: Lsd
  • Strategia e media: UM

Visual forte, copy debole per Durex “O”.

 


Wednesday, August 19, 2009

MARKETING FAI DA TE? NO GRAZIE!

 

Difficile inventare qualcosa di nuovo. Molto più spesso sono i vecchi modelli quelli ad essere adattati alle diverse circostanze. Anche le pratiche commerciali ci passano.

 

Marketing

Marketing?

Non starò a darvi la definizione canonica, preferisco suggerirvene una mia:

Il processo di commercializzare al meglio di un bene, un prodotto, un servizio.

Però…

I però ci sono sempre. Nel mio caso specifico, io non mi propongo come specialista di marketing (un po’ ne mastico, va bene), ma piuttosto come un esperto di strategie di comunicazione e di contenuti. Quindi non mi può importare di mene se il vostro prodotto, il vostro blog, il vostro sito ha dei problemi, e non mi metterò a inventare soluzioni per voi.

Una mano agli amici si da sempre (in fondo la mia visibilità deriva proprio dallo spirito collaborativo), ma sono favori che faccio, non la mia mission. Quella è di fornire un servizio professionale della massima qualità possibile a chi mi paga.

E non accetto chiunque per cliente. Il lavoro deve soddisfarmi.

Questa bella premessa per arrivare a parlare di un fenomeno che negli ultimi decenni grazie ad aziende come AVON o Herbalife si è diventato macroscopico.

Non sono una signora, perciò, per mia fortuna i miei contatti con le aziende di cosmetici non sono affatto frequenti, ma quando addirittura il mio medico arriva a propormi di rivendere prodotti dietetici, per me c’è qualcosa che non quadra.

Infatti, ecco a voi il

 

Multilevel marketing

Multilevel marketing

Che promette di fare guadagnare chiunque, anche i singoli individui, rivendendo qualcosa ai propri conoscenti. Questo è un principio da sempre usato dai venditori di enciclopedie, che assoldano giovanotti di belle speranze e vogliosi di soldi facili per vendere la conoscenza alla zia, al nonno e, può mancare, a mamma e papà.

Ma le cose non sono affatto facili come sembrano. Infatti, esaurita la scorta di parenti, i nostri non sanno più a chi vendere e, in genere mollano, spesse senza nemmeno raggiungere quel minimo che viene richiesto per farsi pagare le provvigioni complete.

Le nuove strutture del settore comunque, a questo sopperiscono facilmente: il prezzo è imposto, il prodotto si paga alla consegna, e gli utili sono tuoi.

Comunque la solfa non cambia. Il numero di potenziali clienti è sempre limitato alla sfera dei propri conoscenti, e trovarne altri non è affatto facile.

La legge dei grandi numeri

infatti i dice che in condizioni stabili, le possibilità di ottenere risultati rilevanti è inversamente proporzionale al numero di tentativi, ovvero che più si prova, e meno si ottiene.

Certo, una delle variabili fondamentali è la bravura del venditore (ed è una professione di tutto rispetto), ma io sinceramente non riesco ad immaginarmi un professionista perdere tempo, se non per divertimento personale, a imbonire parenti e amici sulla bontà dell’ultimo ritrovato quando potrebbe fare molto di più suando i suoi canali di vendita per una azienda che oltre a pagargli le provvigioni gli copre anche spese e contributi ENASARCO.

Quindi ecco che i nostri dilettanti, dopo qualche vendita a buon fine spariscono,lasciando tutto l’utile agli organizzatori, che essendo in cima alla piramide non devono dividere nulla con nessuno.

Il multilevel marketing è detto anche marketing piramidale proprio per la struttura a vertice delle reti di vendita, nelle quali un solo capofila gestisce tutto il traffico della rete e trae utili dalle vendite di tutti i suoi sottoposti. In contanti e spesso senza tasse aggiunte.

A questo bel giochino si contrappone il

 

Marketing relazionale

Marketing relazionale

Ovvero la rete di contatti utili che una persona riesce a crearsi tra tutte le sue conoscenze. La rete di relazioni e di collaborazioni che uno si costruisce nel tempo e che prima o poi diventa parte del suo capitale, come i clienti di un locale pubblico.

E qui, scusatemi, prendo come esempio me stesso. Potete vedere dal icona del feed quanti abbonati ha questo blog, ovvero i lettori fissi che ha.

Anche i miei contatti sulle diverse piattaforme di social media marketing sono piuttosto ovvi, e così i miei risultati sui diversi motori di ricerca.

Questo perché nell’arco dei tre anni del mio ritorno in internet, per un motivo o l’altro ho acquistato credibilità.

Il che significa che chi mi legge ritiene che io sia competente e interessante, bontà loro… :)

E, come si diceva più in alto, io mi occupo di marketing e comunicazione. Ovvero dico a chi mi legge come si dovrebbero pubblicizzare prodotti e servizi (e, a volte, oltre a palarne, lo faccio davvero).

Quindi da me la gente si aspetta idee, soluzioni, punti fermi e scorciatoie su quegli argomenti, e malgrado il rumore di fondo, malgrado i cattivi esempi e l’incompetente arroganza di tanti.

La mia fama, meritata o meno, fa da polo d’attrazione e contribuisce ad autoalimentarsi, rendendomi, finché non sarò rincoglionito del tutto, ancora più credibile. Agli occhi dei più, ill magnete dell’ultima immagine.

Ma se sbagliassi anche solo una volta di troppo…