Difficile inventare qualcosa di nuovo. Molto più spesso sono i vecchi modelli quelli ad essere adattati alle diverse circostanze. Anche le pratiche commerciali ci passano.

Marketing?
Non starò a darvi la definizione canonica, preferisco suggerirvene una mia:
“Il processo di commercializzare al meglio di un bene, un prodotto, un servizio.“
Però…
I però ci sono sempre. Nel mio caso specifico, io non mi propongo come specialista di marketing (un po’ ne mastico, va bene), ma piuttosto come un esperto di strategie di comunicazione e di contenuti. Quindi non mi può importare di mene se il vostro prodotto, il vostro blog, il vostro sito ha dei problemi, e non mi metterò a inventare soluzioni per voi.
Una mano agli amici si da sempre (in fondo la mia visibilità deriva proprio dallo spirito collaborativo), ma sono favori che faccio, non la mia mission. Quella è di fornire un servizio professionale della massima qualità possibile a chi mi paga.
E non accetto chiunque per cliente. Il lavoro deve soddisfarmi.
Questa bella premessa per arrivare a parlare di un fenomeno che negli ultimi decenni grazie ad aziende come AVON o Herbalife si è diventato macroscopico.
Non sono una signora, perciò, per mia fortuna i miei contatti con le aziende di cosmetici non sono affatto frequenti, ma quando addirittura il mio medico arriva a propormi di rivendere prodotti dietetici, per me c’è qualcosa che non quadra.
Infatti, ecco a voi il

Multilevel marketing
Che promette di fare guadagnare chiunque, anche i singoli individui, rivendendo qualcosa ai propri conoscenti. Questo è un principio da sempre usato dai venditori di enciclopedie, che assoldano giovanotti di belle speranze e vogliosi di soldi facili per vendere la conoscenza alla zia, al nonno e, può mancare, a mamma e papà.
Ma le cose non sono affatto facili come sembrano. Infatti, esaurita la scorta di parenti, i nostri non sanno più a chi vendere e, in genere mollano, spesse senza nemmeno raggiungere quel minimo che viene richiesto per farsi pagare le provvigioni complete.
Le nuove strutture del settore comunque, a questo sopperiscono facilmente: il prezzo è imposto, il prodotto si paga alla consegna, e gli utili sono tuoi.
Comunque la solfa non cambia. Il numero di potenziali clienti è sempre limitato alla sfera dei propri conoscenti, e trovarne altri non è affatto facile.
La legge dei grandi numeri
infatti i dice che in condizioni stabili, le possibilità di ottenere risultati rilevanti è inversamente proporzionale al numero di tentativi, ovvero che più si prova, e meno si ottiene.
Certo, una delle variabili fondamentali è la bravura del venditore (ed è una professione di tutto rispetto), ma io sinceramente non riesco ad immaginarmi un professionista perdere tempo, se non per divertimento personale, a imbonire parenti e amici sulla bontà dell’ultimo ritrovato quando potrebbe fare molto di più suando i suoi canali di vendita per una azienda che oltre a pagargli le provvigioni gli copre anche spese e contributi ENASARCO.
Quindi ecco che i nostri dilettanti, dopo qualche vendita a buon fine spariscono,lasciando tutto l’utile agli organizzatori, che essendo in cima alla piramide non devono dividere nulla con nessuno.
Il multilevel marketing è detto anche marketing piramidale proprio per la struttura a vertice delle reti di vendita, nelle quali un solo capofila gestisce tutto il traffico della rete e trae utili dalle vendite di tutti i suoi sottoposti. In contanti e spesso senza tasse aggiunte.
A questo bel giochino si contrappone il

Marketing relazionale
Ovvero la rete di contatti utili che una persona riesce a crearsi tra tutte le sue conoscenze. La rete di relazioni e di collaborazioni che uno si costruisce nel tempo e che prima o poi diventa parte del suo capitale, come i clienti di un locale pubblico.
E qui, scusatemi, prendo come esempio me stesso. Potete vedere dal icona del feed quanti abbonati ha questo blog, ovvero i lettori fissi che ha.
Anche i miei contatti sulle diverse piattaforme di social media marketing sono piuttosto ovvi, e così i miei risultati sui diversi motori di ricerca.
Questo perché nell’arco dei tre anni del mio ritorno in internet, per un motivo o l’altro ho acquistato credibilità.
Il che significa che chi mi legge ritiene che io sia competente e interessante, bontà loro…
E, come si diceva più in alto, io mi occupo di marketing e comunicazione. Ovvero dico a chi mi legge come si dovrebbero pubblicizzare prodotti e servizi (e, a volte, oltre a palarne, lo faccio davvero).
Quindi da me la gente si aspetta idee, soluzioni, punti fermi e scorciatoie su quegli argomenti, e malgrado il rumore di fondo, malgrado i cattivi esempi e l’incompetente arroganza di tanti.
La mia fama, meritata o meno, fa da polo d’attrazione e contribuisce ad autoalimentarsi, rendendomi, finché non sarò rincoglionito del tutto, ancora più credibile. Agli occhi dei più, ill magnete dell’ultima immagine.
Ma se sbagliassi anche solo una volta di troppo…





















