Manca poco. Mercoledì prossimo parto per Napoli, dove il giorno dopo terrò un workshop sul copywriting. Un’esperienza nuova per me. Dopo diversi anni di blog, ecco l’occasione di mettere in pratica con altri le mie teorie. Mamma mia!
Questa, in breve, è la filosofia che chi parteciperà al workshop presso il Centro Studi ILAS giovedì 11 marzo dovrà comprendere e applicare.

Katana Advertising
Katana Advertising è un concetto che avevo definito per me stesso già tantissimi anni fa, ma che ho reso pubblico solo da pochissimo, dopo avergli trovato un’etichetta appropriata, “Katana Advertising“, appunto.
il film “Tsubaki Sanjūrō” di Akira Kurosawa lo avevo visto in prima visione da adolescente ne 1962, e la scena del duello finale, una sfida all’OK Corral da samurai, combattuta con le spade invece che con le pistole, in cui uno dei due contendenti riesce a uccidere l’avversario prima ancora che questi riesca a mettersi in guardia mi è rimasta impressa indelebilmente fino da allora.
L’idea che un singolo colpo, violento, inatteso e inferto con una maestria eccelsa potesse risolvere definitivamente una situazione era (ed è) sublimemente affascinante.
Per me l’essenza della comunicazione si risolve così, in un messaggio che condensi tutto, brand appeal, reason why e posizionamento in poche righe e un visual altrettanto forte.
Il workshop dovrà insegnare ai partecipanti come sviluppare questo modo di fare pubblicità, appunto.

Ma cos’è tabù?
Per definizione, i tabù sono quell’insieme di concetti, di luoghi e di parole che non possono essere espressi, o perché vanno contro le convenzioni, o perché risultano fastidiosi per il fruitore comune.
L’uso dei tabù in comunicazione è tanto più efficace quanto più è latente la ribellione allo status quo.
Durante il workshop i partecipanti saranno tenuti a rompere i tabù della morale corrente per usarli in un messaggio che si rivolge a quelle fasce di pubblico pronte a recepirlo, gli “innovatori”.

E l’ironia?
Un tot di sarcasmo, di presa in giro del pensare comune, dosato nella giusta maniera può attenuare l’impatto emozionale del messaggio tabù, oppure accrescenre la forza. Starà al buon senso di chi lo usa stabilire se e come applicarlo.

Il brief
Tra i nostri quattro gestori di telefonia mobile il minore, Tre Italia, che ha un bacino di quasi 9 milioni di utenti, ha deciso di accrescere la sua quota di mercato di un 5-10% tentando di portare a se gli utenti già presenti su Internet e regalando loro l’abbonamento per un anno a servizi a valore aggiunto come un social network/servizio news/chat raggiungibile sia via web che tramite SMS in cambio della registrazione e del rinnovo dell’abbonamento o della ricarica della SIM su un portale dedicato (con un notevole utile aggiuntivo per il gestore).
Per il cliente è previsto che il costo del servizio venga coperto abbondantemente sia dalla raccolta pubblicitaria che dalla vendita di canali a terzi.
Agli utenti, invece, tutti “innovatori” e preparati alle tematiche del Web 2.0 è un’avvicinamento dell’azienda al modo di comunicare e di rapportarsi con loro che essi desiderano.
Il concetto da comunicare, usando il modello di comunicazione descritto nei paragrafi precedenti è: “La telefonia mobile è diventata 2.0, da adesso XXX è anche un social media”.
Il format dovrà essere quello classico dell’annuncio stampa, composto da headline, body copy e payoff, ma dovrà venire pensato per potere essere sviluppato anche come affissione, banner web e spot video.
Il formato richiesto è il tutto testo, ma eventuali indicazioni su visual, jingle e sceneggiature video saranno una nota di merito.
Il messaggio va inteso come il primo di una campagna multisoggetto.
I dettagli verrano definiti con i partecipanti l’11 mattina.

Il programma
Ore 09,00 Inizio workshop, presentazioni, definizioni dei concetti e degli obiettivi. Discussione del progetto.
Ore 10,00 Inizio dei lavori.
Ore 13,00 Pausa pranzo.
Ore 14,30 Ripresa dei lavori.
Ore 17,00 Consegna degli elaborati.
Ore 17,10 Discussione degli elaborati.
Ore 18,30 Fine del workshop.
Durante il workshop i partecipanti potranno avvalessi di tutti i supporti informatici e non in loro possesso. Potranno formare liberamente gruppi di lavoro e avvalersi della consulenza del docente. Questo non sarà un compito in classe!
N.B.: L’esercitazione è puramente teorica. Il riferimento a Tre Italia è voluto, ma non autorizzato da loro.
Alex Badalic





















