Quando le studiavo, si chiamavano human relation. Era nato il concetto che per rendere più efficienti i dipendenti di un’azienda, questa doveva rendere l’ambiente di lavoro più gradevole possibile. E anche se le aziende erano ancora per lo più di tipo manifatturiero, il concetto si applica anche meglio alla produzione di servizi di ora.
Delle human relation fa parte anche l’internal branding, cioè il comunicare l’immagine di marca all’interno delle aziende per meglio motivare i dipendenti.
Patrizia Musso di brandforum.it mi ha fatto avere una copia del suo libro “Internal Branding“, che raccoglie, dopo una molto dettagliata, anche se forse un po’ lunga introduzione, una serie di case history molto interessanti ad opra di diversi autori, tra i quali la stessa Patrizia Musso.

Le aziende delle quali si si parla sono:
• Costa Crociere
• Banca Popolare di Bergamo
• SIA
• Franke Italia
• Corriere della Sera, Il Sole 24 ORE, The New York Times
• INAIL
• Molteni
• Buitoni
• Monster.it
• Ogilvy Italia, DDB Communications Italia
Come queste aziende siano riuscite, usando tecniche ed artifici diversissimi tra loro, dal progetto “Movieland” della Banca Popolare di Bergamo alla concezione del centro direzionale Franke Italia, passando dalla rappresentazione teatrale “La vita in un armadio” di Molteni a creare valore aggiunto alla loro immagine aziendale presso i dipendenti, secondo gli stessi principi, ma con possibilità espressive molto più mirate che non quelle del branding rivolto al pubblico dei clienti, suggerisce tante possibilità di intervento anche all’esterno dell’azienda.
Si Patrizia, il tuo libro mi è piaciuto. Molto.
Grazie,
Alex Badalic





















